La Rai sciopera, i telespettatori ringraziano
VORREI darvi una buona ed una cattiva notizia. Iniziamo dalla prima: la Rai sciopererà contro i tagli voluti dal rottamatore Matteo Renzi, che procede dritto per la sua strada e che quasi sfida il partito di viale Mazzini. Quella cattiva, ma perché solo un giorno di sciopero? Forse in Rai hanno paura che ci abituiamo troppo bene a starne senza?
Enzo Bernasconi, Varese
MERCOLEDÌ PROSSIMO, alla vigilia dei Mondiali di calcio, i canali Rai vi potranno sembrare spenti: pochi minuti di telegiornale, nessun programma in diretta, caterva di repliche. E l’antennista, seppur chiamato d’urgenza, non potrà rimediare. Perché (a meno di colpi di scena) va in onda lo sciopero contro il governo, contro il prelievo da 150 milioni di euro, contro Matteo Renzi: il primo, e il più massiccio. Il segretario del Partito democratico, che ha dei particolari sensori rispetto a ciò che si agita nella società italiana, ha capito che in questa sua battaglia l’opinione pubblica non lo lascerà da solo né tanto meno gli si rivolterà contro. Perché in tutti è diffusa una grande diffidenza per certi «sprechi» del servizio pubblico, per alcuni «mega-stipendi». E perché, in tempi di crisi, quel canone Rai da pagare obbligatoriamente (per avere brutti programmi) è diventata una tra le tasse più odiate.
laura.fasano@ilgiorno.net