Rolling Marino
Ignazio Marino, rotolante sindaco di Roma, proprio non ce la fa. Amministra una città sull’orlo del fallimento, ma quando gli obiettano che concedere il Circo Massimo per il concerto dei Rolling Stones alla misera cifra di 7.934 euro sia un’assurdità contabile, si difende dicendo che il nuovo tariffario deve essere ancora approvato dall’assemblea capitolina. Non poteva farlo approvare per tempo? Non ci ha pensato, probabilmente. E non ci ha pensato perché è anch’egli figlio di quella ‘sinistra’ retorica in base alla quale cultura e profitto debbono rigorosamente viaggiare separati. Eppure, gli esempi di segno opposto non mancano. A Londra, per dire, se vuoi avere in uso uno degli spettacolari parchi pubblici cittadini devi versare all’amministrazione comunale 3,5 sterline per spettatore. E non per ogni biglietto staccato: 3,5 sterline per ogni potenziale spettatore che il prato in questione potrà in astratto contenere. Naturalmente, sono a carico degli organizzatori tutte le spese relative all’ordine pubblico e alla pulizia. Pulizia che, a Londra, comincia non appena l’evento s’è concluso. Anche se è notta fonda. Si evita così quel rischio che a Roma è certezza: ritrovarsi a fine mattinata col Circo Massino ancora colmo di spazzatura. Una vergogna difficile da commentare. Come ha stimato il Sole 24Ore, se Marino avesse applicato i parametri londinesi ai Rolling Stones avrebbe incassato 330mila euro. E li avrebbe incassati, perché, venendo dal Regno Unito, gli impresari di Mike Jagger e soci avrebbero trovato la richiesta più che comprensibile. Sono affittabili per eventi privati intere aree del parlamento inglese, si possono organizzare cene nelle sale del Louvre di Parigi, di può occupare il Moma di New York per girarci in film, si possono organizzare eventi tra le colonne del Partenone di Atene. Basta pagare, pagare il prezzo giusto. Cose del genere avvengono anche in Italia. Di recente, per dirne una, i banchieri di Morgan Stanley hanno sborsato 20mila euro per cenare sotto gli affreschi trecenteschi del Cappellone degli Spagnoli in Santa Maria Novella. Ma è tutto faticoso, tutto occasionale, tutto fatto in sordina come per vergogna. E’ il frutto dell’antico incrocio tra logica comunista e logica cattolica: il denaro come sterco del demonio. Ma non esistono più le vecchie garanzie, ora gli Stati possono fallire e così anche i Comuni. E dunque, caro Rolling Marino: facciamo cassa o chiudiamo i battenti?