Il pericoloso messaggio di un marchio top
La novità ha presto fatto il giro dei social network e dei siti di news: Abercrombie & Fitch ha adottato la taglia «triple zero». E subito si è scatenata fra i clienti e non solo la protesta. Le teenager o le giovani donne che vogliono indossare i jeans del marchio americano dovrebbero infatti avere un girovita pari a circa 58,5 centimetri. Stiamo parlando di una taglia 32… Proprio un gran brutto segnale… Giovanni Leoni, Milano
OVVIAMENTE, la nuova «XXX-S» di Abercrombie & Fitch è subito diventata punto di scontro: medici ed esperti hanno messo in guardia dal rischio anoressia; i genitori non hanno nascosto il loro allarme. Il marchio Usa, dal canto suo, ha respinto le critiche e provato a gettare acqua sul fuoco comunicando di «aver tolto la “triple zero” già da tempo», ma di «non aver ancora aggiornato la tabella delle taglie». Ci dobbiamo credere? No, perché purtroppo l’azienda americana da questo punto di vista è recidiva. Poco tempo fa il proprietario della catena aveva spiegato che il marchio doveva rivolgersi solo ai ragazzi che non hanno chili in più. «In ogni scuola – aveva insistito – ci sono i ragazzi popolari, e poi ci sono i bambini non così “cool”. E noi ci occupiamo dei primi, quei ragazzi attraenti che hanno un certo tipo di atteggiamento e un sacco di amici». Che dire di fronte ad affermazioni del genere? Che fanno paura, perché spingono tanti giovani a creare i propri modelli di bellezza in modo univoco: o sei bello come diciamo noi, oppure non puoi vestirti come noi.
laura.fasano@ilgiorno.net