Cosa c’entrano i mafiosi con gli ultras?
Il Governo ha approvato le nuove misure per gli stadi: «Useremo lo stesso metodo applicato alla mafia». Quindi? Quello di fare finta di niente, Come se nulla fosse. Ottima scelta. StefanoB, ilgiorno.it
Il metodo mafioso per garantire la sicurezza negli stadi? Ma in che senso? È troppo difficile seguire il modello estero? È troppo difficile permettere ad una famiglia di andare allo stadio? GiovanniLoi, ilgiorno.it
VENERDÌ scorso, 46 giorni dopo la morte di Ciro Esposito, il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo pacchetto di norme contro la violenza nel calcio. La sesta modifica della norma in 25 anni di vita. Come aveva promesso il premier Matteo Renzi, il ministro dell’Interno Alfano ha presentato un decreto che usa il “pugno duro” contro gli ultras e contro ogni forma di violenza, fisica o verbale negli stadi: i protagonisti di scontri e incidenti, gli habituè della violenza, saranno – ha annunciato - trattati al pari dei mafiosi. Un paragone, quello tra hooligan e padrini, che lascia francamente perplessi. Accendere un fumogeno non è lo stesso campo e neppure lo stesso sport rispetto a mettere una bomba o ammazzare un magistrato. E tra fare una rapina e lanciare un sasso contro un auto, c’è un abisso di mezzo. Non riconoscerlo, non può essere altro che ricerca del titolo ad effetto sui giornali. E- soprattutto – un’offesa alla sensibilità dei milioni di italiani che conoscono cosa significhi vivere a stretto contatto con la criminalità organizzata. laura.fasano@ilgiorno.net