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Alberto Fortis, quel ragazzo in cucina 35 anni fa…

Ho visto l’agenzia stampa distrattamente un po’ di tempo fa. Ma mi aveva colpito, perché quando ero un ragazzo mi aveva colpito lui, Alberto Fortis. Alla fine di questo mese uscirà il suo nuovo disco, ‘Do l’anima’. Lo so, chi se lo fila più Fortis? Eppure alla fine degli anni Settanta era un emergente, un ragazzo toccato dal dono di scrivere canzoni stupende. Non ha venduto quelle montagne di dischi che mi sarei aspettato, ma sapete?, questo è un dettaglio che me lo rende ancor più simpatico. Uno fuori dal coro, innamorato della sua musica, non del business. Ricordo come fosse ieri il suo primo album, era il 1979, il ragazzo aveva 24 anni. Fu uno dei pochi lp italiani che acquistai (ero e sono esterofilo…) e ora l’ho tirato fuori dalla babele di vinili per perdermi nella sua copertina: lui che si versa un caffè in una cucina piena di amici riuniti attorno a un tavolo. e la parte posteriore della copertina, emblematica: lui da solo, nella stessa cucina, ma vuota. Beh, quel disco è bellissimo. Le canzoni le aveva scritte tutte lui e a suonargliele, la Premiata Forneria Marconi. Si è parlato tanto di quel disco: di ‘A voi romani’, ‘Milano e Vincenzo’, ‘Nuda e senza seno’,, ‘La sedia di Lillà’, ma un brano che ancora mi commuove è ‘Il duomo di notte’, quattro minuti di tenerezza. Fino a non molto tempo fa in auto avevo ancora il mangianastri (non ridete per favore) e dei nastri a tema, che quando ero giovane (e perditempo) mi divertivo ad assemblare. Ecco, uno era di canzoni adatte a quando viaggiavo in auto all’imbrunire, e non mancava ‘Il duomo di notte’ (‘differenza tra pietra e le voglie di un uomo…’). Mi commuove solo anche il ricordarla, forse perché mi riporta indietro nel tempo. Non so come sarà questo nuovo disco , ‘Do l’anima’. Ma quel disco di 35 anni fa suonava come un bacio da cielo