Uomini e orsi
Essendo l’animalismo spinto la chiara patologia di una società urbanizzata, sradicata e confusa, nell’orso pochi ormai vedono l’animale feroce e molti invece riconoscono il dolce pupazzo che ha vegliato i nostri sonni di bambini, il Baloo e il Winnie the Poo della Disney, gli “orsetti del cuore” di American Greetings. Perciò pathos e commozione sono riservati solo all’orsa Daniza e nessuno si cura delle capre e delle pecore da lei inopinatamente sbranate. Capre e pecore non hanno infatti nulla di “umano” e la maggior parte dei bambini di oggi mai ne ha vista una dal vivo. Che muoiano pure, allora. C’è qualcosa di emblematico ed emblematicamente rivelatore nell’isteria collettiva con cui è stata accolta la notizia della morte dell’orsa Dazina. Morte accidentale, è chiaro, morte non voluta. Eppure, morte che indigna più d’ogni altra. E’ infatti per spiegare al Paese quell’orribile decesso che al ministro dell’Agricoltura Gianluca Galletti viene chiesto di riferire al parlamento, mentre nessuno s’è sognato di invocarne la presenza quando, nei giorni scorsi, a causa del disastro idrogeologico sono morte quattro persone in Veneto e due in Puglia. Segni di un malessere. Segni di una società ipercivilizzata ma nel profondo corrotta. Come i napoletani che scendono in piazza per protestare contro il carabiniere omicida e restano a casa quando ad uccidere è la camorra. Sì che moltitudini di anonimi internauti che probabilmente mai hanno messo piede in un bosco ora invocano voluttuosamente la morte del fungaiolo di Pinzolo, colpevole d’essersi imbattuto nell’orsa Daniza e di esserle sopravvissuto. Schiava della Rete, la politica asseconda con spirito conforme il sentimento e manca poco che palazzo Chigi disponga una giornata di lutto nazionale per onorare la memoria dell’orsa perita. Svetta tra tutti l’ex ministro Frattini: <E’ morta una mamma>, ha scritto, naturalmente su twitter. Ma non gli è bastato. Al conformismo pseudoanimalista ha aggiunto quello tardo dietrologico: <E’ stato un incidente o forse era voluto?>. Chissà, magari nei panni della guardia provinciale che ha fatto fuoco con l’anestetico si celava un agente della Cia… <L’avevo detto – conclude Frattini, certo di non sbagliare – tra i due la bestia è l’uomo>. C’è bestia e bestia, però. Soprattutto c’è uomo e uomo.