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Giochi sporchi

FU CASUALE la diffusione della notizia dell’avviso di garanzia all’allora premier Silvio Berlusconi — in realtà era un avviso a comparire ma poco importano i dettagli veri quando si fanno giochi non limpidi — avvenuta la sera del 21 novembre 1994, alla vigilia della conferenza internazionale sulla mafia che Berlusconi avrebbe aperto all’indomani a Napoli? No, non fu casuale.
È stata casuale la diffusione della notizia che erano stati iscritti nel registro degli indagati i due candidati renziani alla presidenza della Regione Emilia Romagna? Diffusione che ha costretto uno a ritirarsi dalla gara e ha fortemente indebolito l’altro rimasto in corsa ma finendo in ospedale per stress. Casuale anche questa coincidenza? No, perché l’inchiesta era aperta da due anni, l’iscrizione era di questa estate e però guarda caso la notizia è arrivata ora.
Ancora. È casuale l’avviso di garanzia al padre di Renzi coinvolto per il fallimento di una società, che era stata sua prima del fallimento? È casuale anche la diffusione di questo avviso? Tutti a ripetere la solita litania: ci auguriamo un rapido chiarimento, la giustizia farà il suo corso ma tutto invece induce a ritenere che non è stata casuale nemmeno questa notizia uscita proprio nel momento in cui Renzi si appresta a mettere mani nella supercasta della magistratura.

SI POSSONO fare le belle statuine quanto si vuole e del resto il padre di Renzi e il mondo politico hanno tenuto i toni bassissimi, ma intanto il siluro è arrivato e ha colpito. E tutti a dire che non si può nemmeno immaginare che si sia colpito il padre per colpire il figlio, ma siccome l’immaginazione non ci manca a noi pare per niente da visionario immaginarlo. Dunque il punto qual è? È che non è cambiato nulla tra i tempi di Mani Pulite e il 2014 e che si facevano giochi sporchi allora e se ne fanno ancora. In un Paese nel quale tutto sta andando a rotoli, in cui l’unica istituzione che ha il potere davvero è la magistratura, in cui inevitabilmente i media e non potrebbero fare diversamente si trovano a fare da cassa di risonanza senza poter contrastare questo andazzo, se non denunciandolo, ma quando i giochi sono già fatti. In questo Paese lacerato dalla guerra per bande nella politica. In questo Paese dove nessuno è intoccabile meno che i giudici. Con la constatazione che lo sbilanciamento di poteri non consente né di governare né di riformare il sistema.

NON È VERO che nessuno più vuole guerre giudiziarie, è vero che una volta i siluri venivano lanciati agli ammiragli mentre oggi vanno bene tutti, fratelli, sorelle, parenti o politici di second’ordine che hanno fatto quello che facevano tutti. Intanto è già scoppiata la terza guerra mondiale dichiarata dalla sinistra del Pd e dalla Cgil contro l’abolizione dell’articolo 18 che riguarda qualche migliaio di persone che hanno già un lavoro e vogliono tenerselo ad ogni costo ma non riguarda i milioni di italiani che invece aspettano di trovarne uno, ma di questi alla Cgil e alla sinistra del Pd in cerca di tutti i pretesti possibili per tornare a comandare, poco importa. L’articolo 18 è solo un pretesto per dare una spallata a Renzi e prenderne il posto. Almeno una volta la sinistra massimalista poteva sventolare la bandiera dei duri e puri ma questi personaggi in cerca solo di rivalse e vendette che bandiera hanno?
Nota per Renzi: grave errore è stato non aver sistemato D’Alema in Europa.

Giovanni Morandi