Muti se ne va. Che brutta figura per il Belpaese
Muti rinuncia all’Opera di Roma per troppi scioperi. Ecco quello che succede quando si impedisce a un genio di lavorare. Non meritiamo gente così.
Luis, ilgiorno.it
Muti potrà sempre trovare un ingaggio prestigioso all’estero e comunque resterà nella memoria di tutti per quello che ha fatto per la musica e l’arte italiana. Molti di questi lavoratori che hanno solo voglia di scioperare non li ricorderà nessuno.
Robbie, ilgiorno.it
UNA GRAN BRUTTA figura per tutto il Paese perché le dimissioni di Muti dispiacciono e colpiscono, ma soprattutto pongono all’attenzione generale per la prima volta un tema decisivo nell’intendere l’arte: la possibilità di crearla a patto che le pressioni non siano eccessive, gli ultimatum ricorrenti e la minaccia di veder sfumare tutto praticamente una regola. Muti, 73 anni, passione partenopea e carattere fortissimo, ha ricordato, abbandonando la scena, la tristezza e la delusione di fronte a molti episodi vissuti. Ora, perché la sua provocazione non cada nel vuoto, è necessario che le istituzioni diano sicurezza e solidità al Teatro che sta uscendo da anni di dissesti e di bilanci in rosso. All’Opera serve stabilità e un grande lavoro mirato alla qualità e a far crescere il pubblico. Soltanto così si potranno mettere le basi perché a fuggire da questo Paese non siano, dopo gli uomini di scienza, anche quelli di cultura.
laura.fasano@ilgiorno.net