Greta e Vanessa: ma perché giudicarle?
Le ragazze sono adulte e consapevoli dei rischi e nonostante tutto sono partite per aiutare quei bambini che niente hanno a che fare con le logiche della guerra. Noi, invece, sappiamo solo giudicare. Stefy, ilgiorno.it
——-
Vuoi fare il volontario in un Paese in guerra che non è il tuo? Sei padrone di farlo. ma se finisci in mano a qualche banda armata
non possiamo aiutarti. I soldi servono per altri problemi. Ale, ilgiorno.it
DALLA NOTTE del loro rapimento, il 31 luglio, non sappiamo più nulla di Greta e Vanessa. In tutti questi lunghi giorni abbiamo però assistito a un proliferare di informazioni, sempre rivelatesi “interessanti” per qualche ora e poi contraddette da altre voci. In realtà nessuno sa come stiano effettivamente le cose. Sappiamo solo che le trattative sono in corso, grazie soprattutto alla triangolazione con un Paese terzo che ha contatti con i ribelli dello Stato islamico. La linea sugli italiani rapiti nel mondo resta sempre la stessa: tutti i canali immediatamente attivati, massimo riserbo, contatti diretti solo con i familiari. Che, in queste ore, seguono con un misto di paura e speranza le voci che si rincorrono. Non c’è altro da fare, i video dei decapitati dai tagliagola dell’Isis trasmettono orrore e angoscia. Poi, ma solo poi, una volta libere, Greta e Vanessa potranno eventualmente essere «giudicate». laura.fasano@ilgiorno.net