L’ultima pallottola nascosta nel taschino
Chissà se il fatto che le donne impugnino le armi contro i fanatici islamici sposterà quella parte becera della opinione pubblica che è sempre a favore del male e contro la stessa civiltà in cui vive.
Bobo, ilgiorno.it
Non dovrebbero proprio esistere le guerre, non è il discorso di chi combatte e chi no. Certo vedere queste donne curde armate mette ancora più tristezza.
Joana, ilgiorno.it
DA QUANDO l’Isis ha costituito il suo potere sull’Iraq settentrionale, lo scontro con le popolazioni curde è stato inevitabile. In questo contesto drammatico le donne curde si sono distinte per coraggio combattendo in prima linea, faccia a faccia con quegli uomini che vorrebbero ridurle al silenzio, infliggendo loro pene inenarrabili e una vita priva della libertà di scelta.Stupri etnici, violenze sessuali, riduzione alla schiavitù: queste sono solo alcune delle terribili opzioni che Isis offre alle donne che vivono nel territorio che controlla, ed è un territorio molto vasto. L’esempio di tutte le combattenti curde (che portano in un taschino dell’uniforme all’altezza del cuore l’ultima pallottola, quella destinata a loro) mette in chiaro come il contributo delle donne alla lotta per la libertà sia insostituibileCeylan Ozalp aveva 19 anni quando decise di utilizzare per sé l’ultima pallottola invece che finire prigioniera dell’Isis. Altre ne seguiranno, purtroppo. Perché troppo libere, perché troppo spavalde, perché
laura.fasano@ilgiorno.net