L’immigrazione e l’egoismo dell’Europa
OGNI VOLTA che abbiamo dovuto piangere morti sulle nostre coste ci siamo sentiti ripetere: non succederà più, il problema immigrazione deve essere un problema di cui si deve far carico tutta l’Europa, non solo l’Italia. E poi che succede? È di queste ore la dichiarazione dell’Agenzia europea del controllo delle frontiere che ha sottolineato come molte Paesi europei non abbiamo ancora dato il loro contributo all’operazione Frontex. Povera Europa. Lettera firmata. Milano
SI FA PRESTO in realtà a dire Frontex, anzi Triton, vale a dire l’operazione di pattugliamento allargato su cui tanto ha puntato l’Italia al suo approdo alla presidenza europea e che verrà varata il 1° novembre portando ad un progressivo alleggerimento di Mare nostrum. Il ministro dell’Interno italiano punta esplicitamente a vedere la fine della missione italiana, anche se le due cose hanno natura diversa e per il momento si affiancheranno. Intanto solo otto Stati membri hanno messo a disposizione mezzi tecnici, con la significativa assenza di Germania e Inghilterra. Molte persone disperate stanno cercando di attraversare il Mediterraneo scappando da guerre e conflitti. L’Unione europea dovrebbe allora rispondere e attivare misure concrete per salvare vite. Perché tenendo ben presente che non si tratta di carichi di galline ma di dolorosi esodi umani è giusto che l’intera Europa sia coinvolta. Anche perché la responsabilità di tutto questo risale proprio all’ egoismo del vecchio mondo che, preoccupandosi esclusivamente del proprio benessere, ha sfruttato, per secoli, quelle popolazioni.
laura.fasano@ilgiorno.net