Se una sentenza potrà cambiare cultura e mode
La Corte di Appello di Milano ha accolto il ricorso della ballerina Maria Francesca Garritano, che era stata licenziata dalla Scala dopo un libro e alcune interviste sull’anoressia nel mondo della danza. Chissà come la accoglieranno bene le
ex colleghe. Geox, ilgiorno.it
L’accademia della Scala avrebbe dovuto schierarsi dalla parte della Garritano e incoraggiare le ballerine a vivere una vita sana. Trilly, ilgiorno.it
QUALCHE ANNO fa mise a soqquadro il mondo della danza sfatando il mito di un universo incontaminato. Parlò di competizioni, sacrifici e soprattutto di anoressia, che lei stessa aveva vissuto in prima persona e per questo la Scala, dove ballava da quando aveva 18 anni, la licenziò. In un libro che fece molto scalpore smontava l’immagine perfetta, romantica e armoniosa delle ballerine di danza classica, descrivendo un mondo fatto di cattiverie e competizione personale. Ora la Corte di Appello di Milano ha accolto il ricorso della ballerina Maria Francesca Garritano e ne ha disposto il reintegro al suo posto di lavoro. Le sue colleghe non la sostennero e non la sosterranno ora. Perché si fa presto a parlare di anoressia (e di colpe della famiglia). Poi, in realtà, stilisti e pubblicità continuano a proporre modelli irraggiungibili, senza il minimo riguardo delle povere donne costrette a calcolare anche le calorie dell’acqua. Chissà che questa sentenza non aiuti a cambiare atteggiamenti.
laura.fasano@ilgiorno.it