Ma gli stranieri non ci chiedono di abolire il presepe
Sì al presepe ovunque in Italia. Basta con questi tira e molla: noi abbiamo le nostre tradizioni e chi non le rispetta può tranquillamente tornarsene al proprio paesello… tanto non siamo mica stati noi a cercar loro.
Berton
La scuola pubblica è di tutti e pertanto dovrebbe essere esente da patteggiamenti religiosi. Nel rispetto di tutti, niente presepe a scuola.
Sissi, ilgiorno.it
Non accenna a declinare l’onda lunga della polemica nata nella Bergamasca con la decisione (poi in parte rientrata) di un preside di vietare la realizzazione del presepe per rispetto ai bimbi presenti in classe di altra religione. Il problema “presepe sì, presepe no” è un tema che ciclicamente emerge nel nostro Paese a macchia di leopardo, scatenando insulsi scontri. In realtà la convivenza tra religioni e culture diverse dovrebbe avvenire privilegiando l’inclusione e non l’esclusione e cercando di coinvolgere tutti e tutte. E quindi pensiamo da una scuola dove si ricorda il Natale e il presepe, ma anche la festa ebraica di Hanukkah e la festa islamica del sacrificio, Id al-Adha. Perchè insegnare ai bimbi che esistono tradizioni, religioni e culture diverse è un ottimo antidoto contro il razzismo e l’emarginazione. Oggi le minoranze religiose non ci obbligano ad abolire il presepe, ma ci chiedono innanzitutto accoglienza, dialogo e pane. Valori che abbiamo sempre chiesto e continuiamo a chiedere a chi ci ospita quando gli stranieri nel mondo siamo noi.
laura.fasano@ilgiorno.net