F1, gli Oscar del 2014, da Hamilton a Marchionne
Questo è l’ultimo post che scrivo.
Per il 2014.
Ringrazio tutti quanti hanno voluto dedicare anche un solo attimo di attenzione alle mie scempiaggini.
Giorno verrà in cui mi stancherò, ogni cosa ha il suo tempo. Per ora, va molto bene così.
Credo sia il caso di congedare i dodici mesi che se ne vanno assegnando gli Oscar del Clog.
DRIVER OF THE YEAR. Lewis Hamilton, con tanti saluti agli amici che a lungo hanno tentato di convincermi che il mondiale, ovviamente, lo avrebbe vinto Rosberg.
BROTHER OF THE YEAR. Fabio Tavelli, capita nella vita di incontrare un fratello in più e quando succede è un colpo di fortuna.
PILOTA RIVELAZIONE DELL’ANNO. Ricciardo, un anno fa nessuno avrebbe nemmeno lontanamente potuto immaginare quello che ha combinato ai danni di Vettel. Di Vettel!
PREMIO MAGLIONE D’ORO. A Luca Cordero di Montezemolo, così impara a menarmela con le sue giacche di Caraceni realizzate su misura. Un pullover no, eh?
PREMIO METEOR MAN (nella strepitosa versione di DD Jackson): Marco Mattiacci
PREMIO NOSTALGIA CANAGLIA (by Al Bano e Romina). Ron Dennis, che di sicuro aveva tanta voglia di rivedere Alonso in McLaren quanta ne ha Berlusconi di vedere Prodi al Quirinale.
PREMIO CLOGGARO DELL’ANNO. Assegnato ex aequo a Occhi di Gatto, a Luisa e all’iberico IDR
CLOGGARO RIVELAZIONE DELL’ANNO. Al mio nipote ideale Voloandre.
PREMIO IDEA DELL’ANNO. A mio zio Antonio Azzano per avere promosso, con formulapassion, la fantastica tre giorni imolese dedicata al ricordo di Roland e di Ayrton. Senza memoria siamo niente.
PREMIO COMPRATI UNA AUDI. A Stefano Domenicaudi, già noto all’anagrafe come Stefano Domenicali. Evidentemente era la trave portante. Tolto lui, è venuto giù tutto.
PREMIO VITELLO D’ORO. A Fernando Alonso, adorato per cinque anni in quel di Maranello, solo che i Dieci Comandamenti nel frattempo li stava scrivendo qualcun altro.
PREMIO GHIGLIOTTINA DI BRONZO. A Sergio Marchionne. Dico di bronzo perché l’oro sta a Wall Street e l’argento a Detroit. La passione, boh.
PREMIO MA CHI CAZZO ME L’HA FATTO FARE. Assegnato ex aequo a Seb Vettel, Maurizio Arrivabene e Alberto Antonini. E’ dalla pelle al cuore che dovete andare e mi sa che sarà dura, eh.
PREMIO DASVIDANJA TOVARISC. A Luca Colajanni, unico cittadino della Ue in grado di fregare Putin. Come ha fatto lui il pierre della sventurata Marussia per poche settimane e mezzo, manco Kim Basinger.
PREMIO TOMMASO BUSCETTA. A Bernie Ecclestone, che prima paga cento milioni di euro per uscire da un processo e poi dice di aver subito una estorsione o giù di lì. Ma va mo là che avere la faccia come qualcosa che non nomino aiuta sempre (se hai i soldi, eh).
PREMIO SCUSATE PASSAVO DI QUA PER CASO. Al mio amico Renato Bisignani, per appena due anni responsabile della comunicazione Ferrari. Solo che ero io a dargli le notizie, insomma…
PREMIO E MENO MALE CHE ERO UN FESSO. Assegnato a furor di popolo all’ingegner Aldo Costa, che accidenti a lui ha imparato il mestiere solo quando si è trasferito in Mercedes.
PREMIO PERMAFLEX. A Kimi Raikkonen, per un anno ha meravigliosamente collaudato materassi. E come dormiva, il mio idolo!
PREMIO E PENSARE CHE TI HO FATTO STUDIARE A DETROIT. A Matteo Bonciani, il pierre italiano della Fia. Uno semplicemente troppo bravo e colto per fare il cameriere di Jean Todt. Che s’ha da ffa ppe campa.
PREMIO FEDELTA’. A Odin, Mazgiorg e Rhodes, i miei corazzieri, che molto mi aiutano a sopportare l’inevitabile tormento degli inesorabili rompicoglioni in questa sede (via, sono poi due o tre, mica di più).
Buon anno con l’augurio che ognuno di noi possa aver motivo di identificarsi, nel 2015, con i versi di Mango dalla canzone ‘Amore per te’.