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La pensione di Arnie

La famiglia Ball non smette mai di stupire. Non soltanto Lloy, campione olimpico e ultimo alzatore scudettato con la maglia di Modena, tredici anni fa. Anche suo padre Arnie meriterebbe un libro: vi avevo già parlato di lui qualche anno fa, qui. Lo torno a fare volentieri, e non solo per l’amicizia che mi lega al figlio e per la simpatia del padre, che ho avuto l’occasione di conoscere ed è uno davvero in gamba.

Soprattutto, è uno dinamico, che tra un po’ dovrà affrontare una sfida inedita per lui. Perché Arnie Ball si avvicina al momento catartico della pensione, e lo fa con lo stesso spirito battagliero con cui ha iniziato, oltre trent’anni fa. Lo racconta qui Blake Sebring del ‘The News Sentinel': “Da 35 anni, Arnie Ball è sempre lo spettacolo migliore in città“, dice Sebring. Riferendosi non soltanto ai risultati sportivi, ma anche e soprattutto alla capacità di papà Ball di trascinare le folle. Tanto che i Mastodons dell’università di Indiana Purdue Fort Wayne riescono ad avere davvero un settimo uomo in campo.

E la squadra lo segue: “Anche se si ritirerà a fine stagione, sanno che non mollerà niente fino alla fine, e quindi non dovranno farlo neanche loro”, scrive Sebring. “Il coach ha sempre il piede sull’acceleratore, sempre al cento per cento _ racconta l’alzatore Omar Rivera _ è sempre concentrato e vuole che lo siamo anche noi”. Ancora Sebring, sulla gestualità contagiosa di Ball: “E’ come se Ball stesse dirigendo l’orchestra della folla e della sua squadra, mentre fa ondeggiare le sue braccia e si muove all’interno dell’area tecnica. E una folla di 1.300 persone può fare rumore, quando le viene chiesto. Più numerosa è la folla, più difficile la partita, e più Ball si anima e più la squadra cavalca la sua emozione. Alla fine, è esausto quanto i suoi giocatori“. Il finale è perfetto, per chi conosce il buon Arnie: “Non c’è la minima possibilità che l’anno prossimo Ball possa andare in tribuna e stare semplicemente a guardare. Sarebbe più facile per sua moglie Sandy tenere il passo di un bambino che inizia a camminare in un aeroporto o in una chiesa”.