Se il cittadino abbandonato spara e uccide
Seppure un bandito, è sempre un uomo che muore. E soprattutto per mano della sua vittima del furto. Per evitare che simili atrocità avvengano basta che lo Stato si materializzi, servono mezzi, controlli serrati sulle persone che vagano nel nostro territorio, servono leggi severe, servono carceri, non depenalizzazioni, serve che il cittadino italiano si senta tutelato, non abbandonato. Livietta, ilgiorno.it
UNA SERATA da Far West finita in tragedia che ha riacceso le polemiche sull’escalation della criminalità. Ma più che le dichiarazioni (scontate) dei politici, ha colpito la reazione della gente comune che ha assunto la difesa del benzinaio vicentino. Siamo di fronte a un bollettino di guerra quotidiano, con i nostri territori che ogni giorno sono presi d’assalto da bande di malviventi pronti a uccidere anche per pochi euro. In un clima così esasperato, generato da un mix di fattori quali l’assenza dello Stato che non ha i soldi per presidiare il territorio, il vertiginoso aumento della criminalità e una giustizia che non funziona, non c’è da stupirsi se i cittadini sotto assedio pensino a farsi giustizia da sé. Ma può essere giustificato un uomo che si difende sparando? Il rischio che si corre, legittimando politicamente quello che è accaduto in Veneto, è autorizzare (più o meno consapevolmente) ogni cittadino a impallinare chiunque violi la sua proprietà. Pensiamoci, prima che sia troppo tardi. laura.fasano@ilgiorno.net