Treni: più controlli per la sicurezza dei viaggiatori
Bravissima la capotreno che ha fatto scendere dal convoglio dei pendolari un gruppo di ragazzi che si rifiutavano di pagare il biglietto. Stavolta il coraggio è stato premiato, ma chissà cosa sarebbe accaduto se qualche esagitato avesse reagito male: io dico che è ora che Trenord si faccia assegnare delle scorte, pubbliche o private, dei vigilantes che possano finalmente mettere paura a chi pretende di vivere guidato dalla prepotenza. Guido, ilgiorno.it
NON CI SONO conteggi precisi nè statistiche, ma la violenza sui treni e nelle stazioni c’è, eccome: la lista delle denunce a Polfer e carabinieri è lunga. Non solo insulti, minacce e spintoni, anche botte. Con macchinisti e capitreno vittime di aggressioni o di spedizioni punitive, o di una rabbia che talvolta degenera in pestaggi. Certo un tema non nuovo, tornato d’attualità dopo l’atteggiamento «eroico» della capotreno bergamasca. Ma oltre a episodi gravi, ci sono anche i piccoli fatti di ogni giorno: quelle mancanze di rispetto, educazione, civismo che chi viaggia può riscontrare nella sua esperienza: dal parlare troppo forte, all’occupare i posti con le proprie cose, al lasciare rifiuti in giro. Personale e passeggeri devono poter godere di condizioni d’efficienza tali da incrementare un utilizzo sempre maggiore delle linee. È urgente, allora, trovare soluzioni per garantire più sicurezza a tutti, passeggeri e dipendenti; per esempio, incrementando la presenza a bordo e lungo i binari delle forze dell’ordine. laura.fasano@ilgiorno.net