Vettel primo podio, Kimi prima sfiga
Oggi è la festa della suocera.
La mia. Che abitualmente diceva, prima dell’era digitale: nella vita, come nella fotografia, sempre sviluppare il negativo.
Quindi per la Ferrari la prima non è male.
Vettel è sul podio.
Gradino più basso.
D’accordo, ce lo siamo raccontati per un inverno intero. La Mercedes sta su un altro pianeta.
Ma sviluppiamo il negativo, appunto.
Un anno fa, due podi in un campionato.
Qui, Seb ci sale al primo tentativo.
A me Vettel è piaciuto. Non in partenza, lì non è stato irresistibile e nemmeno irreprensibile nei confronti del compagno. Ma ohi, son piloti, mica stanno lì a pettinare le bambole, quindi non stiamo a farla tanto lunga. E alla distanza il ragazzo ha vinto bene il duello con la Williams di Massa.
Raikkonen è stato iper sfigato. Non solo per le toccatine al via. Diceva quel tale: la fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo.
Questo è l’unico buco nero della Ferrari di Arrivabene nella domenica del debutto. La doppia svista al pit stop non ci sta. So per esperienza che queste cose possono capitare. Ma NON debbono capitare. Immagino che Iron Mauri se ne occuperà.
Detto questo, Kimi stava guidando benissimo. Quarto magari non ci arrivava, causa noie iniziali e alla prima sosta. Ma quinto di sicuro. Con ottimi tempi sul giro.
Il resto.
Hamilton 1 Rosberg 0.
Prevedibile.
Frecce d’Argento troppo avanti. Il sogno: andare a prenderle nella seconda metà della stagione.
Molto buono Nasr con la Sauber.
Massa decoroso e nel giudizio sul podio Ferrari comunque non dimentichiamo, per onestà intellettuale, il forfait di Bottas.
Red Bull imbarazzante.
Sainz interessante.
Infine, vista (si fa per dire) la McLaren, auguro sinceramente a Fernando Alonso di protrarre la convalescenza. Non è giusto che un campione come lui debba salire su una carcassa del genere.