Non sprechiamo l’eccezione del Giubileo
E BRAVO BERGOGLIO! Con un annuncio a sorpresa ha indetto un Giubileo straordinario che, arrivando dopo la conclusione della grande sbornia di Expo, permetterà ai solito noti di continuare a intascare tangenti. Perché lo sappiamo tutti come (e le ultime indagini lo dimostrano) si svolgono gli eventi straordinari nel nostro Paese con pochi che si siedono a mangiare e con gli altri (cioè noi) che dovranno pagarne le conseguenze negative. Lettera firmata, Sondrio
IL GIUBILEO, che scatterà l’8 dicembre, in realtà è prima di tutto una benedizione per un Pil, quello italiano, che da quattro anni naviga nella recessione. Calcoli ufficiali non ce ne sono, ma dalla Bocconi fanno sapere che se assisteremo a un boom di turisti (+13%) come nel 2000, l’ultimo Anno santo, il prodotto interno lordo potrebbe fare un balzo dell’1,2%. Pellegrini, visitatori, curiosi saranno spinti a fare un giro a Roma, o in generale in Italia, non solo dall’incredibile popolarità di cui gode papa Francesco, ma anche grazie all’indebolimento dell’euro. Parallelamente a questi aspetti positivi ci sono le preoccupazioni sottolineate dal lettore. Perché i grandi eventi vivono di eccezionalità: quella raccontata e propagandata nell’accezione di “occasione unica” e quella del governo dell’eccezione, che apre percorsi inediti di governo della cosa pubblica. Parole d’ordine: derogare e forzare le maglie del diritto. E allora, per evitare che ci sia la solita grande abbuffata, più che di Bergoglio ci sarà bisogno di Cantone.
laura.fasano@ilgiorno.net