Aiutiamo la scuola, non penalizziamo il Terzo settore
FRA possibilità di assunzioni da parte dei presidi, scatti di anzianità o di merito e precari da sistemare una volta per tutte è passata, forse un po’ in secondo piano, un’altra bella trovata del governo Renzi: il disegno di legge sulla Buona Scuola prevede anche che si possa destinare il 5 per mille agli istituti scolastici. Se così fosse si allargherebbe a dismisura la platea dei beneficiari. Lettera firmata, Milano
CON IL RISCHIO – aggiungiamo noi – di innescare una sorta di «guerra tra poveri» di cui non se ne sentiva proprio la necessità. Se, infatti, le scuole sono state tra i primi ambiti di attenzione da parte del presidente del Consiglio Renzi crediamo che sarebbe più corretto creare un nuovo meccanismo per la destinazione di parte delle imposte, o più in generale di promozione del finanziamento alla scuola, piuttosto che allargare la platea dei destinatari del 5 per mille, a parità di risorse. È facile immaginare che i contributi che oggi i genitori versano volontariamente alle scuole verrebbero trasformati nella destinazione del 5 per mille: con il risultato di penalizzare il Terzo Settore e di non fare avere risorse aggiuntive alle scuole. Va benissimo ed è fondamentale promuovere il sostegno alla scuola, ma sono necessarie modalità più appropriate per risolvere il problema della carenza di fondi.
laura.fasano@ilgiorno.net