Obbligo etichette per andare oltre gli scandali a tavola
Scatta l’obbligo di origine per carni suine, ovine, caprine e pollame. Mi fa piacere perché noi consumatori dobbiamo sapere cosa mettiamo in tavola. SissiPao, ilgiorno.it -—–
Anziché togliere le etichette come vorrebbero gli Usa, dimostriamo la nostra civiltà. Almeno non seguiamo le loro orme che ormai con certe leggi che stanno approvando non vogliono nemmeno sapere se le loro verdure sono Ogm o no. Anna, ilgiorno.it
È UNA NOVITÀ STORICA che giunge dopo gli scandali della carne di maiale tedesca alla diossina e degli agnelli ungheresi spacciati per italiani, ma a noi non può bastare, occorre partire da questo risultato per continuare a tutelare la sicurezza e la trasparenza alimentare, anche perché così facendo il produttore zootecnico potrà vedere maggiormente valorizzato il proprio impegno (soprattutto nella direzione della qualità), ma anche il consumatore potrà scegliere cosa mangiare in modo più consapevole. Con questa decisione si completa un percorso iniziato circa 13 anni fa con l’obbligo di etichettatura di origine per la carne bovina, introdotta sotto la spinta dell’emergenza mucca pazza. L’iniziativa (e per una volta plaudiamo alle imposizione europee) servirà a spingere in fuorigioco chi ha messo a rischio la credibilità di alcuni prodotti e ancor peggio la salute dei consumatori. Perché (e da Expo ci attendiamo in questo senso significate indicazioni) a tavola non si può giocare sporco.
laura.fasano@ilgiorno.net