Un cocktail di crudeltà e ignoranza
OGNI ANNO sono oltre due milioni gli agnelli e i capretti che vengono uccisi per finire sulle tavole degli italiani. In occasione delle festività pasquali sono circa 400 mila gli agnelli sacrificati per la ricorrenza religiosa. Ma di anno in anno cresce fortunatamente anche la sensibilità da parte degli italiani nei confronti di temi quali il benessere e i diritti animali. Sperando che un giorno si arrivi a non dover più fare raccolte di firme per fermare la strage. Lettera firmata, Milano
E, AGGIUNGONO gli animalisti per sostenere la loro posizione, non c’è nessuna giustificazione davanti ad un simile massacro, nè di tipo alimentare nè tantomeno morale. Un cocktail di crudeltà, business ed ignoranza. Un’ulteriore dimostrazione di come sia l’uomo la bestia più feroce del creato. In realtà il tema non è nuovo, le feste sono sempre state un momento drammatico per gli animali. Specialmente alcuni. Quelli che tradizionalmente vengono considerati non come individui, ma come “cibo” e quindi finiscono per diventare il piatto portante dei nostri pranzi di famiglia. Video choccanti testimoniano come dopo lunghi viaggi, queste creature arrivano in un lurido macello in cui, terrorizzate, vengono immobilizzate, stordite, appese ad un gancio per una zampa e lasciate dissanguare. In questi ultimi anni però ciò che è cambiata è la sensibilità delle persone che è virata verso un’alimentazione meno crudele. E ci si domanda: può essere una Pasqua gioiosauccidere solo per ilproprio palatoounatradizione? laura.fasano@ilgiorno.net