La Ferrari ‘blinda’ i suoi tecnici
Un thè nel deserto.
E un doppio podio Ferrari.
Ragionando sulle aspettative che circondano la quarta tappa del mondiale, credo sia giusto ribadire concetti già sufficientemente sviscerati.
Insomma, non è che si possa immaginare un ribaltone a breve.
Semmai si tratta di capire la dinamica delle convulsioni all’interno della Mercedes. Di sicuro Rosberg a Sakhir vorrà assolutamente tener dietro Hamilton. Fino a che punto possa degenerare la situazione, ah beh, ecco, lo scopriremo solo vivendo.
Dopo di che, il sogno di chi lavora a Maranello può essere così riassunto.
Sono quasi due anni (Spagna 2013, primo Alonso e terzo Massa) che entrambi i piloti del Cavallino non salgono, in contemporanea, sul podio di un Gran Premio.
Accadesse in Bahrain, saremmo in presenza di un clamoroso consolidamento delle intime convinzioni di Arrivabene, Vettel e Raikkonen, a prescindere dai gradini (del podio) eventualmente occupati.
Non è semplice, tra l’altro non credo che le condizioni della pista potranno essere paragonate a quelle della Malesia.
Ma è interessante, nonchè incoraggiante, che ci si possa permettere di immaginarlo.
Così come è interessante che, in un mondo dominato dalla mobilità estrema, a più di un tecnico Ferrari stiano pervenendo simpatiche sollecitazioni (al trasferimento) da parte della concorrenza. Qualcuno dice si stia muovendo anche la Audi, ma Stefano Domenicali continua a dirmi che per il momento a Ingolstadt non hanno progetti legati alla Formula Uno. Boh.
Di sicuro Marchionne ha chiesto ad Arrivabene di ‘blindare’ la squadra, da Allison a Resta, da Sassi a Binotto, eccetera. Indice di una fiducia che è anche una promessa.
Vabbè, intanto aspettiamo di verificare se il doppio podio è un progetto o soltanto un miraggio.