Se la F1 torna a fare il pieno
Come mi capita spesso di ripetere, io non sono granchè competente in materia di tecnologia applicata alle auto da corsa.
Di solito mi teneva lezione Antonini, mi spiegava la rava e la fava per mezzora, alla fine chiedeva :’hai capito?’, io scuotevo la capoccia ed eravamo a posto. Oggi lui ha cambiato mestiere ma escludo possa dare consigli a James Allison, eh.
Mi consola il fatto che, non da oggi, la sofisticazione progettuale abbia raggiunto livelli tali che, in realtà, con cognizione di causa possono parlarne solo ingegneri veri (e non del lunedì, come saggiamente li derideva Enzo Ferrari).
Insomma, forse sono in buona compagnia.
In compenso, capisco (e tanto) di umanità.
Uno dei miei più cari amici, l’ingegner Mauro Forghieri, una volta mi ha detto: i paragoni con il passato saranno sempre impossibili, a maggior ragione se si continua a far disputare Gran Premi con i cambi gomme e i rifornimenti. Un pilota eroico, aggiunge Furia, riuscivi a valutarlo proprio perchè partiva con il serbatoio colmo di carburante e con quattro ruote, salvo inconvenienti, ci doveva coprire l’intera distanza.
Ma queste, anche a parere di Forghieri, sono nostalgie per un’epoca che non tornerà.
Anzi, adesso chi governa la F1 sta immaginando di reintrodurre, dal 2017, i rifornimenti a gara in corso.
E’ una soluzione con la quale ho convissuto da cronista per un bel pezzo e quindi niente di male.
Dubito però che sia un incentivo al miglioramento dello spettacolo. Ho visto dozzine e dozzine di corse con sosta per il pieno:noiosissime, fidatevi.
Viceversa trovo più interessante l’idea, che dovrebbe essere attuata già dal 2016, di lasciare libertà di scelta alle scuderie in materia di gomme. Il fornitore mette a disposizione i soliti quattro tipi (supersoft, soft, medium e hard) e tu Ferrari o Mercedes decidi quali due ‘scarpe’ impiegare nel Gran Premio.
Almeno ci sarebbe spazio per la fantasia degli strateghi e per le qualità dei drivers (anche se temo che tempo due Gp e tutti si copierebbero).
Non mi dispiace la tentazione delle squadre-clienti: altre due Ferrari o Mercedes o Williams gestite da strutture indipendenti non ci farebbero rimpiangere la Manor di oggi o la Caterham di una volta.
In generale, regala un filo di speranza il fatto che di certe cose i padroni del vapore (sfiancato) abbiano preso a discutere. Servirebbe uno sforzo di creatività: io, ad esempio, non potendo recuperare la F1 cara a Forghieri (e a me medesimo, ovviamente), beh, nemmeno sono ostile all’ipotesi di ‘spezzare’ l’evento in una doppia competizione, tipo due corse (più brevi) in un pomeriggio, con meccanismi ovviamente da studiare.
Ma qui parla il rincoglionito, always me, quindi non fateci caso e buon week end.