La coppa di papà
Un altro capitolo della saga della famiglia Ball. Stavolta c’entrano entrambi, sia Lloy, campione olimpico e vincitore dell’ultimo scudetto di Modena nel 2002, più altre cosucce come il campionato greco, quello russo e la Champions League, sia papà Arnie, di cui vi ho parlato spesso, anche pochi post fa.
Nel frattempo, Lloy ha vinto un altro scudetto. Anche se negli Stati Uniti non esiste una vera e propria Lega a livello professionistico, nel volley. La cosa che ci somiglia di più è la Pvl, un campionato che si è concluso a Detroit con il gran finale tra le squadre che avevano superato le selezioni ‘locali’. Ball junior è l’alzatore, l’allenatore e il leader del Team Pineapple, che tradotto significa ananas e prende il nome, se non ho capito male, da un pallonetto spinto verso zona 1 che Ball ha iniziato a fare qualche anno fa in una partita, a ripetizione, massacrando l’avversario di turno. E poi urlando ai compagni ‘pineapple’. Da allora la squadra si chiama così.
Bene, la Squadra dell’Ananas, che rappresenta la regione di Hoosier, nell’Indiana, ha appena vinto la Pvl al termine di una finale epica contro i Great Lakes Lightning, finita 15-13 al tie-break. Ball, che ha 43 anni, l’ha conclusa praticamente su una gamba sola, ma comunque alzando con lucidità i palloni decisivi e trascinando il gruppo al successo.
Il momento più bello è arrivato durante le premiazioni. Perché il trofeo, come mostrano le foto che i ragazzi del team Pineapple hanno messo su facebook, è stato consegnato a Lloy da papà Arnie, storico coach dell’università di Indiana.
E se conosco Lloy, quel momento per lui vale più della medaglia d’oro alle Olimpiadi. Well done, Arnie.
p.s. (piccolo spazio pubblicità): nel frattempo è uscito il libro che ho scritto con Marco Bonitta. Trovate le informazioni qui. Ne riparleremo.

