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A proposito dello stile di Arrivabene

Pare che il post precedente abbia riscosso un certo interesse, eh?

Adesso vorrei parlare di una cosa che è stata segnalata qua e là.

Lo stile di Maurizio Arrivabene.

Intendo il modo di porsi in pubblico, le dichiarazioni a caldo e le esternazioni a freddo, eccetera.

Molto bene.

Alcuni tra voi sapranno che non ho mai nascosto il mio rapporto speciale con Stefano Domenicali.

Il Dom è un fratello.

E non c’è dubbio che i suoi atteggiamenti fossero all’opposto, rispetto a quelli di Iron Mauri.

L’alfa (non Romeo) e l’omega.

Diranno i detrattori (miei) che il fatto che sia indiscutibile la mia simpatia per mr. Arrivewell si spiega solamente con la ruffianeria, la cupidigia di servilismo e bla bla bla.

Ho un’età che consente di sopportare il dileggio, per carità.

Ma a me lo stile di Iron Mauri, così distante da quello di Domenicali, piace invece per un motivo.

Io credo che la Formula Uno, in generale, abbia smarrito molto del suo Dna.

Lo scrivo da una vita. Oggi uno come Gilles sarebbe considerato un folle demente (qualcuno, da vivo, lo bollava così anche allora). Mansell passerebbe per un mezzo criminale. Hunt sarebbe mandato alla sedia elettrica.

Saranno state le regole, sarà cambiato il clima culturale, sarà banalmente e stupidamente la nostalgia.

Ecco.

Uno come Arrivabene ha il coraggio di dire, a voce alta, che il re è nudo.

Se ritiene che un suo pilota abbia commesso un errore, lui lo dice. Non è diplomatico? Sono d’accordo. Dovrebbe magari riflettere un attimo in più quando le informazioni in suo possesso sono ancora precarie o incomplete? Certamente. L’esperienza lo aiuterà, anche perchè la Ferrari è una centrifuga, è un moltiplicatore multimediale, un sospiro diventa un uragano, uno starnuto un boato, un testacoda (di dubbia origine) un pretesto per un processo stalinista. Queste cose lentamente mr Arrivewell le sta imparando.

Ma io non lo vorrei diverso. Non nella sostanza. Non può essere un male la sincerità.

Conosco la sua passione, è un ferrarista autentico. E conosco anche la sua sofferenza: l’entusiasmo lo portava a credere che negli ultimi tre Gp, da Barcellona in poi, la Rossa sarebbe stata meno lontana dalla Mercedes.

Arrivabene sta dando fastidio a parecchia gente nell’ambiente della F1, perchè si ribella a meccanismi che sembrano immutabili e del resto, contrariamente a quanto molti suppongono, extra Italia c’è una coalizione di interessi che ha zero simpatia per la Ferrari.

Iron Mauri non è il Mago Oronzo e nemmeno è Jose Mourinho. In compenso è l’uomo giusto per un lungo viaggio nel deserto. Dovrà cambiare ancora qualche collaboratore, non tutte le scelte sono state perfette. E dovrà ottenere più risorse dall’azionista, è fondamentale che Marchionne comprenda che la Formula Uno non è la Borsa, un Gran Premio non è una quotazione a Wall Street, un titolo mondiale non è una fusione. E anche questa non è una missione semplice semplice, eh.

Ma di una cosa sono convinto.

Lo spirito per vincere la partita, mr. Arrivewell ce lo ha tutto.