Storia di un farmaco che ha salvato un milione di bimbi prematuri
Uno degli indici di vitalità più importanti nel neonato (punteggio di Apgar) è la ventilazione polmonare, i piccoli prematuri non riescono a ricevere ossigeno ed eliminare anidride carbonica in quantità sufficienti e la carenza di surfattante, una sottile pellicola gelatinosa che riveste gli alveoli e favorisce gli scambi gassosi, aggrava il quadro clinico. L’inconveniente impedisce, immediatamente dopo la nascita e nelle ore successive, l’espansione degli alveoli, determina un deficit spesso letale e colpisce circa l’1% dei nuovi nati. L’incidenza delle crisi respiratorie è in proporzione all’epoca della gestazione.
Curosurf è il surfattante salvavita più diffuso nei reparti di terapia intensiva neonatale, come l’insulina per i diabetici, e ha permesso di salvare oltre un milione di bambini da un quarto di secolo a questa parte, essendo stato introdotto nel 1992. Parliamo di questo perché è stata inaugurata la nuova struttura produttiva di Chiesi Farmaceutici dedicata alla neonatologia, oltre 35 milioni di euro di investimenti che, annunciano dal quartier generale di Parma, permetteranno di raddoppiare i volumi di produzione di Curosurf, portandoli a due milioni di confezioni, e l’operazione non si ferma qui. Parte dell’investimento è finalizzato a rinnovare gli impianti di Opocrin, azienda modenese partecipata, specializzata negli approvvigionamenti di materie prime per uso farmaceutico.
La richiesta di surfattante è in crescita nel mondo, afferma il Presidente di Chiesi Farmaceutici, e ciò conferma il valore di un prodotto leader con una quota di mercato pari al 73% nella propria area terapeutica. Il gruppo (ottant’anni di storia, 4.100 addetti dei quali ben 515 nelle sole aree di ricerca e sviluppo) si avvale della più elevata tecnologia al servizio di sicurezza, qualità e impatto ambientale, ed è in linea con i più elevati standard richiesti dalla normativa. L’eccellenza del Made in Italy, in questo caso, è universalmente riconosciuta, prova ne sia il fatto che il surfattante tensioattivo della casa farmaceutica di Parma è distribuito in 89 Paesi, compresi Europa, Russia, Cina e Stati Uniti.
Tornando agli aspetti tecnici è opportuno tenere presente che l’aumentata capacità di gestione delle gravidanze complicate, come ad esempio nelle infezioni del liquido amniotico, o per ritardo di sviluppo intrauterino, e di conseguenza la nascita di neonati pretermine, ha fatto si che gli specialisti abbiano migliorato la qualità dell’assistenza respiratoria a tutti i livelli, anche nei bimbi che pesano un chilogrammo o poco più, grazie nondimeno alla disponibilità di medicinali evoluti.
Ad oggi Curosurf, trattamento d’elezione per la sindrome da distress respiratorio, farmaco per uso ospedaliero, ha permesso di trattare tre milioni di casi nel mondo.
Se il neonato ha un’età gestazionale inferiore alle 32 settimane o ha bisogno di terapie intensive, i genitori si sentono mancare la terra sotto i piedi. È importante in questi casi rassicurare madre e padre sullo stato di salute del bimbo. Un pulcino mantenuto in vita con la ventilazione meccanica, il corpicino pieno di sonde seminascosto nell’incubatrice, fa impressione. Per questo specialisti, e volontari delle onlus, devono mostrarsi particolarmente vicini alla famiglia, dare informazioni precise e, per quanto possibile, instaurare un clima positivo nell’entourage. Questo contribuirà a rafforzare nelle coppie l’energia interiore. Una volta che il bambino, sano e vivace, sarà dimesso dall’ospedale, e arriverà a casa, sarà una gioia vederlo crescere.
Alessandro Malpelo, QN Quotidiano Nazionale