Ma a Yara non pensa più nessuno
Ma voi non siete stufi di leggere notizie su notizie del signor Massimo Bossetti, presunto assassino della povera Yara Gambirasio? Ora attraverso due lettere anonime veniamo a sapere che il killer potrebbe essere stato un muratore polacco. E tutto questo fantasticare senza sapere se mai qualcuno sarà condannato per questo orribile delitto. A proposito qualcuno si ricorda di Yara?
Birillo, da il giorno.it
La sua lettera ci obbliga però a ritornare a parlare del delitto di Brembate e inevitabilmente a prolungare questo lungo strazio. Pensare a Yara fa male, molto male e avremmo voluto anche noi un po’ più di silenzio. Per prudenza, discrezione, forma di rispetto. Perché comunque la metti, tornarci sopra fa soffrire. Invece i titoli si sprecano. Pagine e pagine di fuochi artificiali, ricostruzioni fantasiose, pacche sulle spalle fra gli inquirenti, applausi dei giornalisti-detective (molti dei quali sono gli stessi che un anno fa avevano attaccato il Pm e la sua incerta conduzione dell’inchiesta). Il tristemente noto sgomitare dei cronisti accorsi ad inutile sostegno dell’accusa: interviste in valle, rivisitazioni del passato del presunto assassino, ricostruzioni epiche del grande lavoro fatto per arrivare a Ignoto1. È stato Bossetti, punto. In realtà nessuno di noi, allo stato delle cose, può dire con assoluta certezza se l’artigiano di Mapello sia il vero responsabile. Un fatto, questo, che chiederebbe perlomeno equilibrio e misura. E, va da sè, meno gossip. E, ovviamente, più rispetto per Yara.
laura.fasano@ilgiorno.net