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La lunga estate Rossa di Marchionne

Domenica 21 giugno inizia ufficialmente l’estate.

E si corre in Austria.

Sarà la prima estate di Sergio Marchionne in veste di presidente della Ferrari.

In autunno, o anche prima, di sicuro il numero uno del Cavallino sarà chiamato a prendere decisioni importanti.

Fin qui, secondo me l’operato ‘corsaiolo’ del successore dell’Innominabile (inteso come Luca Cordero di Montezemolo) può essere riassunto così.

1) Ottima la designazione di Arrivabene a capo del reparto corse.

2) La Scuderia aveva bisogno di ritrovare equilibrio ed entusiasmo dopo un periodo di tremende convulsioni, il giudizio sulle quali è affidato ai poster della Mercedes campione del mondo.

3) In questo Iron Mauri, scelto dal presidente per la ricostruzione, ha lavorato benissimo. E con la presenza nel 2016 di Jock Antiforfora Clear al muretto il consolidamento della squadra sarà compiuto.

4) Ho totalmente condiviso l’approccio iniziale del Marchionne-ferrarista: 2015 recupero di competitività 2016 lotta per il titolo, 2017 campioni del mondo.

5) Tra l’altro Marchionne deve sviluppare la battaglia a a livello ‘politico’, a proposito di regole e mi permetto di aggiungere anche a proposito dell’eccesso di potere Mercedes nei salotti che poi progettano il futuro. Mi sembra che l’uomo si stia impegnando. Con quali esiti, lo verificheremo.

6) Sarebbe invece sbagliato cedere alla fretta e/o ragionare da tifosi. Come tifoso posso ragionare io (e chi mi segue qui e ama la Ferrari). Non il presidente.

7) Tra l’altro (e qui la sparo grossa, ma ne sono convinto) è più difficile vincere in F1 invertendo una tendenza tecnologica piuttosto che rilanciare la Chrysler. E’ più difficile creare una monoposto da urlo che una bella Jeep Cherokee. E’ una mia opinione, discutibilissima. Ma io la penso così.

8) Proprio per questo non avrebbe senso alcuno vincolare la valutazione dei risultati Ferrari in pista alla imminente quotazione in Borsa. A Wall Street hanno molti difetti e io preferisco la Main Street. E comunque l’azienda Ferrari mica è andata in rovina, negli anni in cui in Formula Uno si perdeva. Questo, per la verità storica.

9) In un contesto del genere, capite bene che l’identità del compagno di Vettel si trasforma in un dettaglio. Ho già spiegato che non vedo l’opportunità, avendo Vettel, di sostituire in fretta e furia il pilota attualmente quarto nella classifica iridata della stagione. Penso che altre siano le priorità, anche se non c’è dubbio che Kimi bene farebbe ad aiutarsi da solo, se ci tiene a chiudere la carriera a Maranello .

10) Ma alla fine, su questo come su altro, a decidere sarà Marchionne. Spero nel modo migliore.