La testa delle donne
Storie di donne, curiosamente tutte e tre ponti tra due province nella loro attività sportiva. Storie di campionesse, una nascente, due già conclamate. La giovanissima è Beatrice Torelli, tennista, ammessa quest’anno al Roland Garros junior e adesso anche a Wimbledon, sempre nel tabellone giovanile. Diciotto anni da compiere nel prossimo settembre, Beatrice è di San Michele dei Mucchietti, una frazione di Sassuolo, e gareggia per il Ct Albinea. Suo padre Riccardo è stato un ottimo centrale e opposto tra Sassuolo e Bologna, arrivando fino alla serie A2 (e quando era a Sassuolo era uno dei più attivi nel combinarmi scherzi durante le trasferte fatte insieme ai tempi della Virtus a fine anni ottanta, quando ero un giovanissimo aspirante giornalista).
Bene, nonostante i trascorsi di papà, Beatrice è molto brava. Dice Riccardo che ha preso tutto da lui: se ha preso anche il carattere, in campo sarà come McEnroe…
Le altre due ragazze divise tra Reggio e Modena saranno entrambe protagoniste di una bella iniziativa in programma a Reggio Emilia, ai Chiostri della Ghiara in via Guasco (vicino al PalaBigi), sabato 4 luglio alle 11. Il titolo è un po’ pomposo, ‘L’emancipazione femminile vista attraverso i giochi Olimpici’, e sono sicuro che gli altri relatori (in particolare la professoressa Gigliola Gori, docente di Pedagogia e Storia dello Sport all’Università di Urbino) sapranno giustificarlo pienamente. Ma soprattutto sono sicuro, conoscendole, che sia Cecilia che Francesca faranno un figurone. Perché sono ragazze intelligenti e istruite, perché senza rinunciare nemmeno un secondo alla loro femminilità, non hanno nulla da invidiare ai colleghi maschi per la grinta con cui aggrediscono le partite (Francesca, pallavolista reggiana figlia d’arte che gioca a Modena) o le gare (Cecilia, nuotatrice non vedente di Formigine che gareggia per la Tricolore di Reggio). E soprattutto perché, sono sicuro, non andranno a piangersi addosso, come purtroppo rischiano di fare troppo spesso le atlete quando vengono stuzzicate su questi temi.
Ho avuto la fortuna di scrivere di loro non solo per il giornale, ma anche in due libri, uno sugli sportivi reggiani, l’altro con Marco Bonitta (‘La Riga e il Cerchio’, che presenteremo giovedì 25 giugno alla Beach Arena di Riccione). Senza esagerare e scomodare i miti, nei quali non credo tanto, penso però che entrambe potrebbero essere tranquillamente indicate come fonte d’ispirazione per i giovani che iniziano a fare sport. E se fossi in loro, considererei questa come la vittoria più bella.