Gli immigrati nemici o risorse?
La televisione trasmette ancora immagini di clandestini che sbarcano in Italia. Navi di tutta Europa ogni giorno traghettano migliaia di profughi nel nostro Paese. L’Italia è un Paese con dodici milioni di italiani sotto la soglia della povertà assoluta e un tasso di disoccupazione spaventoso, è vittima di una invasione insostenibile che trascinerà l’Italia verso il caos sociale. StefanoB, ilgiorno.it
VIOLENZA, racket, droga: sono queste le parole che ci vengono in mente parlando di immigrati. Eppure nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di gente povera e affamata che cerca sostegno in noi ricevendo spesso un’accoglienza tutt’altro che ospitale. D’altronde è inutile negarlo, l’opinione pubblica vede con inquietante sospetto il problema. E pensare che gli immigrati rappresentano circa un quarto della nostra forza lavoro e soprattutto che all’inizio del secolo scorso furono 8 milioni i nostri connazionali ad emigrare in cerca di fortuna. Loro, i profughi di oggi, scappano dalla miseria dell’Africa, dell’Asia e dell’Est europeo. Noi, vittime di allora, fuggivamo dalla Grande Guerra. Senza retorica, guardiamo le foto dei nostri nonni in cerca di fortuna. Poi, ognuno decida come considerare un “migrante”, se nemico, risorsa o semplicemente qualcuno da salvare. Ieri noi abbandonavamo l’Italia spinti dalla voglia di riscatto, oggi molti degli immigrati che attraversano il Mediterraneo, lo fanno perché non hanno scelta. Rimanere nei loro Paesi in guerra equivale a una condanna a morte. laura.fasano@ilgiorno.net