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Ferrari, le mie prime risposte

Ogni promessa è debito.

Quelle che seguono sono le mie prime risposte in materia di Ferrari. Ho tenuto a parte le questioni più scottanti (Marchionne-Arrivabene-Raikkonen-macchina, ect) alle quali dedicherò le mie attenzioni nell’arco del week end, raggruppando i numerosissimi quesiti. Magari riuscirò a rispondere anche a Namaste, che vuol sapere se preferisco i tortellini o le lasagne (in verità, la gramigna alla salciccia di mamma Rossella al Montana).

Per mie esigenze di…sopravvivenza, sul post precedente possono essere formulate domande entro le 18 di stasera.

Grazie a tutti (nel limite del possibile, cercherò di non dimenticare nessuno).

@ Giuseppe. La Ferrari da strada che ho amato di più era la F 355, guidarla era uno sballo. Invece la monoposto di F1 che mi sta nel cuore è, per ovvi motivi, la Rossa di Schumi e Barrichello nel 2000.

@Stefano Lago. Mi chiedi quando in Ferrari capiranno di aver sbagliato ad abbandonare quello che un tempo si chiamava Mondiale Marche. Rispondo: mai. Fu una scelta del Drake: nel 1974 scelse di concentrare le energie del reparto corse esclusivamente sulla F1. So che sentimentalmente gli dispiacque, ma era una mossa al passo coi tempi, come ha dimostrato la successiva, enorme botta di popolarità dei Gp. Ciò premesso, anche io sogno una Rossa top alla 24 Ore di Le Mans! (e questa risposta credo valga anche per @Alessandro Pederzoli)

@Kaiser Schumi. Nel 2006 Schumi aveva voglia di smettere. Tanto che già un anno prima aveva comunicato la sua intenzione a Montezemolo e Todt. Poi ebbe un ripensamento, ma ormai i giochi erano fatti, Raikkonen aveva firmato ad Hockenheim nel luglio del 2005 e se Michael avesse continuato avrebbe tolto il posto a Massa. Quanto all’addio a Kimi datato 2009, era un prezzo da pagare alle vicende del 2007, quando i comportamenti di alcuni avevano permesso alla Ferrari di vincere la guerra della spy story (che se ben ricordi, nel primo processo, era stata clamorosamente persa…)

@Massimo. L’ex tecnico Mercedes Jock Clear è già ferrarista, ma per clausole contrattuali potrà essere operativo solo dal 2016.

@Stefano Zoolander. Tu vuoi una graduatoria dei 7 migliori piloti Ferrari da me visti all’opera. Escludo Vettel solo perché è con noi da pochissimo tempo, ma certamente entrerà nella lista tra qualche anno. Quindi, per ragioni anagrafiche, parlo solo per il periodo da Lauda-Regazzoni in poi. Bene, cito alla rinfusa, senza graduatoria: Gilles, Schumi, Mansell, Lauda, Raikkonen, Prost e un aequo a tre tra Scheckter, Alonso e Alboreto. Senza distinzione tra talento e passione, il giudizio sulla seconda è tremendamente soggettivo.

@Luisa. Ciao carissima. No, io proprio non credo che in F1 vinca o perda un uomo solo. Faccio un esempio classico: ad Abu Dhabi nel 2010 Chris Dyer pagò per tutti per la sciagurata sosta di Alonso in funzione anti Webber, ma certo non fu l’unico ad avere la sventurata idea. So di essere molto banale, ma la frase classica (si vince assieme, si perde assieme) resta la mia stella polare. Peccato che, dal 2009 in poi, sopra Maranello questa stella si sia spenta.

@AlphArAve. Sull’assenza di piloti italiani in griglia. E’ un simpatico alibi dire che la Ferrari, in merito, doveva fare di più. Ma quale Ferrari? Dopo la tragedia di Bandini, seconda metà anni Sessanta, fu proprio il Drake a limitare al massimo il ricorso a drivers ‘tricolori’. Lo fece per tante ragioni che qui sarebbe troppo lungo raccontare e di fatto Alboreto fu l’eccezione finale che confermava la regola. Chi venne dopo di lui si è attenuto allo standard. Del resto, la McLaren dei sogni la guidavano un brasiliano e un francese, eh…

@Federico Pincelli. Sì, Jean Todt venne a casa mia a mangiare tigelle una sera d’autunno del 1997. Anzi, una notte: lo aspettavamo per le otto, si presentò a mezzanotte meno un quarto. Ma era giustificato: erano i giorni post Jerez e la illuminata stampa italica pretendeva l’immediato licenziamento di Michael Schumacher. Le tigelle alla fine erano fredde, ma Schumi rimase con noi e il resto lo sapete.

@Andrea Prosperi. Sì, io so perchè Arnoux fu cacciato in tronco a primavera del 1985 e so anche perché si guardò bene dal contestare il provvedimento. Ha sempre taciuto sull’argomento, allora e oggi. Dunque, meglio se resto zitto anch’io.

@Luca Lostraniero. Mi chiedi se Todt ce l’ha con la Ferrari. Ti rispondo così: in verità, NON ce l’ha con la Mercedes. Il che è molto peggio.

@Leonardo. Io sostengo da molto tempo che la F1 è governata da gente che non coglie le esigenze della modernità. Pensa a come si tengono lontani dal mondo dei social, giusto per fare un esempio. Non ce l’ho con nessuno, considero Ecclestone un genio che ha cambiato la storia dello sport-business e Todt il miglior capo di reparto corse che mi sia capitato di conoscere (dopo mio fratello Furia Forghieri, s’intende). Eppure, io sarei felice di saperli entrambi felicemente in pensione.

@Scappatella Col Morto. Sui motori per il 2016. Se Marchionne conferma il suo ‘sì’ ai motori congelati del tutto a inizio 2016, secondo me la Ferrari resta dietro. Anche se la vera differenza, adesso, solo in parte risiede nella power unit.

@Gianluca72. Dopo Imola82 Gilles si precipitò a Maranello. Ebbe un incontro con il Vecchio, al quale manifestò il suo disgusto per il comportamento di Pironi. Ferrari lo lasciò sfogare e poi gli disse: ti capisco, ma tu devi capire me, la Ferrari ha chiuso con una doppietta. Villeneuve ci rimase male ma non litigarono e non ci furono lanci di stoviglie. Quanto a Senna, il suo tramite con la Rossa era Piero, il figlio del Fondatore. A me risulta che il Drake apprezzasse Ayrton, ma quando Forghieri (nel 1984!) gli disse che si poteva prenderlo, l’allora ds Piccinini annunciò la conferma, per il 1985, del duo Alboreto-Arnoux.

@Andresito. Chi lavora a Maranello è costretto a sperare che Marchionne nutra per la Ferrari il grande amore che pubblicamente professa. Di sicuro le storie della quotazione e del trasferimento legal/fiscale in Olanda non entusiasmano nessuno. E di sicuro Marchionne, tra i dipendenti, non sarà mai popolare come il suo predecessore. Che era vagamente bollito negli ultimi anni, per carità. Ma a Maranello LCDM è stato un grandissimo (altrove, a occhio e a naso direi di no, ma qui non cpentra).

@Nelson66. Salutiamo, Ammiraglio. Il contratto di James Allison scade nel corso del 2016. Arrivabene lo considera insostituibile. Il rinnovo è pronto ma ancora non è stato firmato. E non mi riferisco all’autografo di James. Comunque, speriamo in bene.

@SuperJAK58. A me Grosjean non dispiace: quando ha avuto una macchina decente, gli ho visto fare belle gare.

@Mig67. La ruota di Irvine ‘dispersa’ ai box del Ring secondo la testimonianza del mio benzinaio Pancani era nascosta, il lunedì mattina successivo, sui sedili posteriori della Fiat di Ross Brawn, che incautamente era andato a fare il pieno proprio da Pancani.

@Federico Carlino. Ad Abu Dhabi nel 2010 cambiò la Storia e anche la vita di molte persone. Senza quell’errore, per dire, Stefano Domenicali sarebbe ancora al suo posto e probabilmente pure Alonso. Molto spesso i dettagli fanno la differenza. Per dire, il Dom capo del reparto corse ha perso 3 mondiali (2008, 2010, 2012) per un totale, se non ricordo male, di 8 (otto) punti.

@IlContoinRosso. Alberto Antonini in Ferrari ci sta bene Quando avrà capito in cosa consiste il suo ruolo, ci starà benissimo. Per ora, sta imparando.

@askyone. Tu domandi cosa ci sia ancora di Enzo Ferrari nella Ferrari di oggi. Tieni conto che parliamo di un personaggio irripetibile, scomparso ormai da ventisette anni. Di suo credo sia rimasta la passione in chi in Ferrari lavora. Ma è cambiato tutto ed è anche giusto. O meglio, inevitabile.

@TT. Domenicali è andato in Audi per un progetto professionale molto stimolante, forse legato anche a una certa idea delle corse, senza dimenticare gli interessi ‘italiani’ di Audi, tra Ducati e Lamborghini.  Sul crash di Alonso in quel di Barcellona, ho un sospetto e me lo tengo. Quando non si hanno prove, non è serio sposare tesi indimostrabili. Almeno, io il giornalismo lo intendo così.

@blusenna. Gilles era l’Ultimo dei Mohicani. Quello che fece pro Jody nel 1979 apparteneva alla nobiltà interiore di uno spirito puro. Questo la gente lo capiva e infatti lo adorava, mentre gli addetti ai lavori, fin quando è stato vivo, tolte rarissime eccezioni, lo reputavano un esagitato sfasciacarrozze.

@KiminaVettelina. Il giovanissimo Verstappen sembra un predestinato. Ha anche un padre che è un discreto rompiscatole, però. E se la Red Bull non pianta baracca e burattini non vedo perché dovrebbe lasciarlo venire in Italia. Anche se…

@simokimi. Di Ecclestone anche qualche riga fa ho scritto che è stato un Grandissimo, a livello commercial-manageriale. Non per niente Enzo Ferrari si fidava di lui, in tema di dinero. In compenso a Bernie è mancata la capacità di comprendere che doveva preparare la successione. Capita, a chi si ritiene immortale, da Napoleone a Mussolini eccetera.

@Maurizio Centofanti. Ad Abu Dhabi nel 2010 fu il muretto Ferrari a fare la ‘chiamata’ sbagliata. Teoricamente Alonso avrebbe potuto opporre un diniego (e io immagino che Schumi al suo posto forse avrebbe agito diversamente), ma è vero che chi sta in macchina non ha tutte le informazioni (Gps, strategie altrui, bla bla bla) in possesso di chi si trova ai box, davanti ai computer. Fu il suicidio perfetto. Un suicidio di massa.

@Christian. Ciao commissario. A fine 1999 Irvine se ne sarebbe andato comunque, aveva firmato per Jaguar PRIMA del botto di Schumi a Silverstone. Nel 2009, dopo il crash di Massa in Ungheria, Michael accettò di subentrare a Felipe, senza impegni per il 2010. Poi dovette rinunciare ma ormai aveva deciso di tornare a correre così chiese a Montezemolo di schierarlo accanto ad Alonso nel 2010, dando più tempo a Felipe per recuperare. Montezemolo rispose che non se la sentiva e Schumi accettò l’offerta di Ross Brawn per la Mercedes. Quanto al siluramento di LCDM, no, non se l’aspettava così brutale e repentino, Luca era convinto che Marchionne lo avrebbe lasciato in sella fino all’estate che stiamo vivendo, cioè non aveva capito una beata mazza, nonostante qualcuno cercasse di indicargli segnali sin troppo evidenti. Infine, Alesi e Berger hanno vinto meno di Gilles e Pironi ma hanno scassato più macchine stradali, sicuro.