Perchè io sto con il ferrarista Allison
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Articolo 1,
Formula1
Ho notato che da quando vi ho raccontato che ancora non era stato firmato il rinnovo del contratto di James Allison, il direttore tecnico della Ferrari, in scadenza a metà 2016, eh, insomma, l’argomento ha fatto presa.
Dirò di seguito quanto penso in merito, dal profondo della mia ignoranza.
- Discutere JA è una scempiaggine. Le sue competenze sono fuori discussione. Il suo attaccament alla Scuderia, anche.
- E’ certamente vero che le mitiche soluzioni di sviluppo applicate sulla Rossa, facciamo da Barcellona in poi, non hanno dato gli esiti auspicati.
- Qui si cela il vero problema, colpevolmente ignorato in settimane di futili discussioni sull’arte di esternare di Arrivabene e sul contratto di Kimi. In Ferrrai c’è come un tappo che, non da oggi, ostruisce un positivo flusso di informazioni (e realizzazioni) dalla fase meramente progettuale a quella applicativa.
- Non sto scrivendo in politichese. Il punto è tutto lì. Ci sono ottimismi poi puntialmente smentiti dalla verifica sull’asfalto. Può esserne attribuita la responsabilità ad Allison? Io ne dubito, visto che trattasi di deficit che si trascina da anni.
- Come può essere superato lo scoglio? Non già immaginando l’ennesima rivoluzione al vertice. Perché è lì che si va a parare, con certi discorsi. A me suscita una sana ilarità sentir narrare che siccome Marchionne ha stanziato faraoniche somme (al bar di Detroit? Sull’estetica della Giulia? Boh) allora bisogna raggiungere la Mercedes hic et nunc e perdonate il latinismo.
- Cioè, razionalmente la macchina di Vettel e di Raikkonen, rimediata in extremis come si poteva, con una power unit ritoccata (e qui invece Marchionne è stato bravo, in sede politica, durante l’inverno), più di una vittoria e sette podi in 9 Gp non poteva ottenere. Ci si aspettava altro? In un film di Harry Potter, certamente. Arrivabene non è il Mago Oronzo e nemmeno ha studiato con Ermione, che poi sarebbe sua moglie Stefi. Capisco gli entusiasmi e i desideri di ribaltone immediato ai danni delle Strumtruppen (si fa per dire) di Stoccarda: ma sono giochini che non portano da nessuna parte. O Marchionne si arma di pazienza o si dedica alla quotazione in Borsa, una via di mezzo non esiste.
- Io rimango fedele alle mie antiche convinzioni. Questo per la Ferrari è l’anno, faticoso, dell’avvio di una ricostruzione. Per il 2016 bisogna rifiutare l congelamento dei motori e mandare Zetsche a farsi fottere, avendo l’idea di lottare molto spesso in pista con la Freccia d’Argento. E nel 2017 Vettel deve vincere il mondiale.
- Il tutto, con James Allison direttore tecnico.