Due settimana a Spa
Due settimane a Spa
Sono stato per la prima volta sulle Ardenne nel 1989.
Mi colpì subito lo scenario naturale maestoso. Mi fecero fare un giro del circuito a bordo di una utilitaria: beh, metteva impressione comunque.
L’Eau Rouge, poi.
Da allora io sono fermamente convinto che in Formula Uno puoi essere un vero campione anche se non hai mai vinto a Spa Francorchamps. Ma sei un campione ‘più’ vero se firmi con il tuo nome l’albo d’oro di quella corsa.
Dicevo del 1989.
Fu un Gran Premio affascinante.
Pioveva che Dio la mandava.
Ci furono addirittura tre start.
Davanti c’erano, in fila, Senna, Prost e Mansell.
Senna, Prost e Mansell.
Io ero un bimbone, un ex adolescente. E mi stropicciavo gli occhi.
Era tutto autentico!
A questo punto dovrei abbandonarmi alla solita tiritera: ah gran bontà dei cavalieri antiqui, una volta sì che, altro che le mezze figure del presente e bla bla bla.
Mi sovviene però una cosa.
Era appunto il 1989 e c’erano Senna-Prost-Mansell.
Un collega più maturo mi fulminò con la considerazione seguente.
Vuoi mettere con l’epoca di Lauda-Hunt-Peterson-Fittipaldi?
Dai, aspettiamo Spa 2015 e lasciamo stare i paragoni.