Vettel fa bene a (fingere di) crederci
Una settimana a Spa.
Ha fatto bene Vettel a rilasciare dichiarazioni intrise di ottimismo, nei giorni scorsi.
Ha fatto bene perchè io credo che un pilota, quando vuole vestire i panni del leader, debba interpretare anche il ruolo del motivatore.
Quella frase (più o meno solo la Ferrari può rendere possibile l’impossibile) io la colgo come un messaggio al gruppo, alla squadra.
Tradotto: l’Ungheria ci ha insegnato che abbiamo il diritto e persino il dovere di pensare in grande.
Dopo di che, se uno chiede a me come a un viandante bulgaro in transito a Maranello, ecco, se a me e al viandante bulgaro viene chiesto: eh, ma Seb ci crede davvero nel mondiale subito?, beh, rispondo, certo che no, non ci crede perchè è intelligente, preparato e conosce il valore delle forze in campo.
La Mercedes ha la classica marcia in più e semmai il problema è comprendere, sfruttando anche i Gp che restano, se tale margine verrà azzerato nel 2016.
Ma è appunto per arrivare a quell’obiettivo, non facile, che Vettel parla come parla.
Il viandante bulgaro concorda con me.
E qualcuno mi deve un caffè.