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Le risposte che Spa ha già dato

Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare.

Ringrazio quanti hanno risposto alle mie domande su Spa.

E queste sono le mie…soluzioni.

1) Non ho mai visto guidare Jim Clark e mi dispiace, me lo hanno raccontato come un autentico Super Eroe dell’automobilismo. Posso esprimere invece una opinione dalla seconda metà degli anni Ottanta in poi, quindi un quarto di secolo e passa. Dunque, non ho dubbi: il miglior pilota da me ammirato sulle Ardenne era e resta Michael Schumacher.

Talvolta mi sono persino chiesto come facesse a viaggiare in quel modo, su una pista tanto speciale. Pareva quasi ci fosse una simbiosi fisica tra lui e l’asfalto di Francorchamps. Gli riusciva tutto assolutamente naturale, non c’era nulla di forzato nelle manovre che eseguiva.

Senna e Raikkonen certamente meritano l’etichetta di Master of Spa, eppure mi vedo costretto a collocarli un gradino sotto il Campionissimo.

2) Il pilota che mi ha deluso di più, in quel teatro fantastico, si chiama Rubens Barrichello. A chi fosse rimasto sorpreso, debbo una spiegazione.

Ero lì nel 1994, quando, in virtù di circostanze particolari, Rubinho-Pedescinello conquistò una pole inimmaginabile al volante di una Jordan. La tragedia di Ayrton era roba fresca e ancora dozzine di cronisti brasiliani affollavano gli autodromi. Ricordo la loro stupefatta commozione ai box, piangevano tutti, era come se Senna da Lassù avesse contribuito ad un risultato pazzesco.

Il seguito della storia è noto. Barrichello non era per niente ‘fermo’ e anzi tra i compagni che Schumi ha avuto è stato il meno distante in termini di prestazioni (Massa con Michael ha disputato appena una stagione e in un contesto molto particolare). Eppure, pur disponendo di una Ferrari che dal 2000 in poi è stata una vettura spesso invulnerabile e quasi sempre all’altezza della situazione, ecco, pur disponendo di una Rossa sulle Ardenne il prode Rubens non ha mai combinato una mazza. E ogni volta io ripensavo a quel sabato pomeriggio del 1994 e ci restavo male.

3) Le edizioni del Gran Premio del Belgio alle quali ho avuto modo di assistere sono state magari troppe e però ogni qual volta entravo in quella foresta mi coglieva un senso primordiale di felicità. Capisco che suona come una frase fatta oppure sciocca, ma era esattamente così, è sempre stato così. Adoravo tutto, il paddock in salita, la pioggia improvvisa, talvolta la nebbia, in una circostanza un venerdì mattina venne addirittura a nevicare!

Sono in imbarazzo dinanzi alle tante opzioni che la memoria offre e spero di non offendere gli adepti del culto schumacheriano se dico che il Gp del 2000 è conficcato come una spina nel mio cuore. Ho amici (che quella domenica erano lì con me!) che ancora, quindici anni dopo, continuano a ripetermi che il Sorpassone di Hakkinen su Schumi fu viziato dalla presenza improvvida di uno Zonta che addirittura, essendo motorizzato Mercedes come Mika, si sarebbe messo al servizio della McLaren. Questo per dire di quali passioni fantastiche ci siamo cibati.

Ma notoriamente io non sono un complottista e credo che nell’episodio Hakkinen abbia fatto la cosa più grande della sua carriera. La faccia che aveva Michael quando entrò in sala stampa a fine corsa mi confermò nel giudizio: anche lui aveva visto (e subito) qualcosa di oggettivamente inspiegabile. E sono queste le cose che rendono unica la Formula Uno, con buona pace di chi un giorno sì e l’altro pure ne annuncia l’irreversibile decesso.

Aggiungo che tornando dal Belgio, quella volta lì, fui sfiorato dal sospetto che un altro mondiale, per la Rossa, fosse perduto. Ma in aeroporto un amico di Schumi mi disse: stai tranquillo, stavolta no, stavolta ce la faremo. Lo presi per matto, al culmine di una fine d’estate tremenda.

Ma ero matto io a non crederci più.

4) Domenica 23 agosto 2015 la Ferrari ha non più del dieci per cento di chances di vittoria.

5) A questo proposito, a me piacerebbe una gara ‘mista’, con mezzo circuito asciutto e mezza pista sotto una pioggerellina fine fine. In tale situazione le probabilità Rosse salirebbero almeno al cinquanta per cento, perchè in un certo tipo di condizione nessuno è bravo come Vettel.