Perché Napoli deve diventare un tema nazionale
Due giorni di paura nella città partenopea. E ancora una vittima giovanissima. Colpita dal fuoco della camorra. Non è questione di più repressione, ma di un territorio da risanare. Un impegno che chiama in causa tutti. Fedo, ilgiorno.it
Un’altra notte di terrore, i baby boss controllano la droga. Non abbandoniamo quelle zone a poche decine di bambini-grandi, che con la paura e la prevaricazione prosperano. Lauretta, ilgiorno.it
ERANO LA MANOVALANZA spicciola della camorra, ora sono la camorra. Baby criminali trasformatisi in capiclan per i quali l’unico modo che conoscono per eliminare i rivali e dirimere le controversie è ammazzare. L’impennata criminale di questi giorni ha spinto il ministro dell’Interno Alfano a potenziare i servizi di prevenzione e di controllo del territorio con l’invio immediato di oltre 50 unità di rinforzo. Vero, però, che di fronte a questa mattanza non si può pensare solo a militarizzare la città. Serve, invece, utilizzare in modo intelligente gli uomini dell’esercito, per la difesa di obiettivi sensibili. Fa bene il questore di Napoli Guido Marino a ripetere che «nessun napoletano può rassegnarsi all’idea di consegnare la città a quattro parassiti, camorristi e delinquenti». Occorre però un salto di qualità vero, di rottura, con Napoli che deve diventare una questione nazionale. Perché finora ci si è limitati a grottesche, episodiche presenze di un po’ di ragazzi in divisa messi a far finta di presidiare il nulla a beneficio delle televisioni. laura.fasano@ilgiorno.net