Il volto «umano» della nuova Angela Merkel
Da telegiornali e giornali mi sono fatta un’idea sull’apertura così improvvisa e generosa della Germania verso i profughi. Forse è solo perché nella stragande maggioranza sono siriani. Un popolo che sin dalla antichità dialoga con l’Occidente e che soprattutto si integra bene con noi. E poi pare che in Germania sia attesa una richiesta di manodopera per lavori che nessuno vuole fare e i docili siriani sarebbe perfetti per l’economia tedesca. Mi sbaglio? Marzio
LA DECISIONE tedesca di accogliere i migranti siriani, sospendendo il trattato di Dublino, apre le porte a diversi interrogativi, uno su tutti è il perché di tale scelta. La Germania, in realtà, distingue fortemente tra l’emigrazione per ragioni economiche e quella che avviene per cause di forza maggiore come guerre, persecuzioni razziali, politiche o religiose, ed è per questo che ha aperto le porte ai siriani. Ma ci sono, indubbiamente, anche ragioni di ordine interno: di fronte ai recenti rigurgiti neonazisti, la Merkel ha capito che c’è bisogno di una risposta ferma e l’ha voluta dare dimostrando che non solo opera la polizia, ma esiste anche un’immagine della Germania più aperta, disposta ad accettare l’immigrazione. Così la cancelliera sembra guadagnare il consenso della parte dell’opinione pubblica tedesca ed europea decisa a contrastare i populismi razzisti, scommettendo su una leadership “umanitaria” per restituire alla Germania lo status di Paese capace di trainare e indicare la rotta in un’Europa allo sbando. laura.fasano@ilgiorno.net