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Il vecchio dubbio sull’albero di Natale: vero o sintetico?

Come ogni anno nei giorni scorsi si è riproposto il dilemma natalizio: per l’albero meglio utilizzare quello vero (che poi può essere reimpiantato) oppure quello «finto» che, una volta utilizzato, finisce a testa in giù nei cassoni dell’immondizia? E dopo tanto tempo si scopre che le scelte sono molto diverse e ciascuno ritiene di essere nel giusto. Ma poi che importa? La cosa più importante è che ogni anno l’albero ci sia in ogni casa…
Lettera firmata, Milano

Che le abitudini, anche a Natale, siano cambiate per effetto della crisi lo sanno bene anche i produttori. L’albero post-crisi è più leggero e più “corto” rispetto al passato, meno ingombrante, per trovare posto anche nei piccoli appartamenti, e soprattutto più facile da ricollocare in un balcone o sul terrazzo finite le feste. Quanto al vecchio dilemma (meglio vero o falso?) sembra siano ormai tutti d’accordo: è molto più ecologico e sostenibile acquistare un abete vero. In realtà sugli oltre 12 milioni di alberi che orneranno le case degli italiani fino all’Epifania, quasi due su tre sono ancora esemplari “sintetici”, più della metà recuperati dalla soffitta dove erano stati riposti 12 mesi prima. Meno romantici e anche meno ecologici, visto che nell’80% dei casi arrivano dalla Cina e giungono nel nostro Paese dopo aver percorso migliaia di chilometri. L’importante, comunque, è che quello sintetico venga riutilizzato illimitatamente, regalato, tramandato da una generazione all’altra e mai gettato. 
laura.fasano@ilgiorno.net