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Basta figli unici. Ma ora in Cina è vera rivoluzione?

Se ne parlava da tempo, ora l’Assemblea Nazionale del popolo della Cina ha deciso di chiudere con la politica del figlio unico, durata 35 anni. A partire dal 1° gennaio 2016 le coppie cinesi potranno avere due figli. Ma dopo anni di regolamentazione sulle nascite e di devastanti repressioni e violazioni di diritti umani, sono i giovani a rifiutarsi di avere più figli. Non possono più permetterseli. Marco V., Milano

LA POLITICA del figlio unico ha avuto conseguenze devastanti con aborti forzati, licenziamenti e pestaggi, taluni con esiti fatali. Ora però i calcoli demografici richiedono una correzione, poiché una nazione troppo sbilanciata verso la Terza età potrebbe fare collassare un Paese incapace di sostenere con il lavoro dei giovani l’inattività di un numero sempre più alto di anziani. Cioè quello che sta succedendo da diversi decenni in Europa potrebbe accadere in Cina. A trarre un vantaggio saranno probabilmente le donne e le bambine. Perché il costo umano della politica del figlio unico, con sterilizzazioni forzate, aborti, infanticidi è stato immenso per la popolazione femminile. Stiamo assistendo, dunque, ad una rivoluzione? Presto per dirlo, sarà il tempo l’unico giudice. Anche perché quello cinese non è un ripensamento in nome dei diritti umani violati, ma una scelta dettata dall’economia. laura.fasano@ilgiorno.net