In quinta fila, James Hunt e Seb Vettel
…e finalmente entriamo nella Top Ten della Griglia di Partenza della Formula 1 1975-2015, scusandomi sin d’ora (ma è il bello del gioco!) con quanti, legittimamente, non condivideranno le mie opinioni.
DECIMA POSIZIONE
JAMES HUNT.
Vi dico subito che non è giusto considerarlo grande soltanto in virtù dell’epico duello con Lauda nell’anno del Signore 1976. Nè conviene limitarsi all’apprezzamento per il rocambolesco stile del personaggio, le sue donne, le sue pulsioni sessuali, la compagna che lo pianta per sposare l’attore Richard Burton ex marito di Liz Taylor, eccetera.
No. Hunt è stato uno degli Ultimi Mohicani. Aveva un approccio selvaggio non solo alla vita, chè potremmo fregarcene, ma alle corse. Era un combattente fenomenale e incarnava una idea dell’automobilismo destinata a non sopravvivere. Voglio dire: lauda era il futuro, James era il passato e un romantico sapeva dove andare a parare.
Aggiungo che ho sempre trovato spettacolare quel pomeriggi estivo del 1975, quando la Hesketh chiede e ottine, pagando, l’accesso alla pista di Fiorano per una sessione di prove private.
Ad un certo punto il Vecchio fa a Gozzi: andiamo un po’ a vedere cosa combinano, mi hanno detto che questo Hunt è un manico da paura.
Ferrari arriva al box fioranese e lo trova immerso in una nuvola di fumo. Sospetta trattarsi di un principio di incendio e invece semplicemente James, stufo di girare, aveva inaugurato un eccitante marjuana party. A Fiorano.
Potevo escludere un tizio del genere dalla mia Top Ten? (però, insisto tra parentesi, era un pilota da paura).
NONA POSIZIONE.
SEB VETTEL.
Qui quasi per pudore sarei tentato di fermarmi. Quando avrà realizzato il sogno di milioni di ferraristi, lo collocherò molto più su e certamente in vetta tra i contemporanei. Adesso sta bene qui. Nulla gli manca nell’albo d’oro, ha vinto 4 titoli meritatamente e aveva già impressionato come tester Bmw e poi come rookie Toro Rosso. In qualifica ha lampi che valgono il miglior Senna. Banalmente, aspetto a consacrarlo perchè deve aggiudicarsi la Grande Sfida che orgogliosamente e coraggiosamente ha scelto per se stesso. Schumi ce l’ha fatta, lui lo aspetto: con tanta gratitudine e un affetto che nemmeno necessita di spiegazioni. Difetti qualcuno ne ha, ma a parte l’annaccio con Ricciardo li sta mascherando bene.
Io sto con lui.