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F1 1975-2015, Mansell è quinto

Ehi, è affascinante dare ascolto all’eco della memoria, non vi pare?

La mia Griglia della F1 1975-2015 prevede ora la assegnazione della…

QUINTA POSIZIONE

NIGEL MANSELL

Vedete, a me non dispiacerebbe dissipare un equivoco che ha segnato e ancora segna molti modi di raccontare l’automobilismo.

La tesi è questa: il pilota aggressivo deve per forza essere anche poco intelligente, intendo a livello tattico e strategico.

Dal basso della mia proverbiale ignoranza, mi permetto di dissentire.

Di Mansell dicevano appunto non avesse quel ‘quid’ che ha caratterizzato Lauda, Schumi, Prost, Senna, eccetera.

E quindi per lungo tempo è stato sostanzialmente descritto come un ilare babbeo, uno buono per clamorose impennate, capace di sbagliare parcheggio al pit stop, capace di svenire tentando di spingere a braccia una monoposto oltre il traguardo, capace di speronare Ayrton in Portogallo nel 1989 e sempre in Portogallo capace, nel 1990, di stampare quasi contro il muro il Professore francese, casualmente suo compagno di Scuderia…

Ora, io non starò a negare episodi che appartengono alle cronache leggendarie della F1, sono storie che ho vissuto in prima persona e onestamente Nigel talvolta se le andava a cercare con il lanternino, le puttanate da combinare.

Però, che manico!

Che furore riscontravo nel suo modo di correre!

Me ne frego che abbia vinto soltanto un mondiale, per giunta a quarant’anni o giù di lì, a Budapest nel 1992. C’ero e mi sembrò un tardivo riconoscimento, perchè Mansell (parere personalissimo, per carità, come ogni parere da me sempre espresso, quindi opinabilissimo, de gustibus non disputandum est dicevano i latini, c’è chi ama Vivaldi e chi i Rolling Stones, non è poi così strano avere idee divergenti!) meritava il titolo nel 1986 (quello della gomma di Adelaide, per capirci) e forse pure quello del 1987.

Secondo me andava più forte di Piquet, che pure è stato un grande.

Aggiungo che il Nigel ferrarista è stato molto sottovalutato, per effetto della operazione Prost. Non dimentico che il Leone fu l’ultimo pilota personalmente scelto dal Drake e Dio sa quanto ho goduto a Interlagos e a Budapest nel 1989.

Ancora. E’ noto che Senna sosteneva di essere preoccupato, in pista, soltanto da Mansell, pur avendo il massimo rispetto per il Nemico di Francia.

E c’era una ragione, quando Ayrton ti diceva: eh, ma se nello specchietto retrovisore ci trovi l’inglese non sai mai cosa possa inventare.

Credo sia stata una grande invenzione anche riuscire a vincere un Gp, nel 1994, essendo più vicino ai cinquanta che ai trent’anni e in mezzo c’era stata la trionfale parata nelle corse americane.

Mansell è nella storia della Formula Uno, ben più di gente che ovviamente aveva ben altro cervello, perchè poi alla fine della fiera sai che c’è?

E’ una questione di cuore (Clay Regazzoni).