Roma 2024: siamo sicuri sia un affare?
FRA LE CITTA’ chiamate in primavera ad eleggere il sindaco c’è anche Roma che fra i tanti problemi che ha (anche dopo la sostituzione del primo cittadino Marino) si trova alle prese con un tema che finora è stato gestito senza coinvolgere i cittadini: l’organizzazione delle Olimpiadi del 2024. Bene aveva fatto Monti nel 2011 a rinunciare alla candidatura, oggi sembra che nessuno avanzi dubbi sulla validità dell’operazione. Chissà cosa ne pensano i romani? Lettera firmata, Milano
L A DOMANDA, più che legittima, comincia a serpeggiare anche fra alcune forze politiche minoritarie (come, per esempio, i radicali che sull’argomento hanno presentato un dossier): in realtà finora, a più di un anno dall’annuncio della candidatura, il Comitato Roma 2024 non ha mai presentato gli studi di fattibilità promessi e soprattutto non ha spiegato quali potrebbero essere i costi dell’operazione e i benefici che sulla capitale (e sull’intero Paese) sarebbero pronti a ricadere. Rispetto al passato non c’è assolutamente uno straccio di numero, nè un abbozzo di previsione di spesa. E non è una mancanza di poco conto se si pensa che in altre metropoli a decidere su un’avventura così ambiziosa sono stati chiamati in causa direttamente i cittadini con un referendum. In Italia questa strada si è deciso di non percorrerla. Ed è un peccato perché se è vero che i Giochi possono cambiare una città e perfino un Paese, è altrettanto vero che una città e un Paese devono cambiare per poter avere i Giochi. laura.fasano@ilgiorno.net