F1 2016, cosa aspettarsi dalla Williams
Molto apprezzo la preoccupazione tra alcuni di voi per la mancata apparizione di Tex, il Griglia vincitore.
Magari si è pentito della sua starting grid e amen.
Quindi stavolta proseguirò la riflessione sulle aspettative 2016, soffermandomi sulla Williams.
La Williams!
A me Frank è sempre stato simpatico, persino nella crudele domenica di Jerez 1997.
Me lo ricordavo meccanico di De Tomaso a Modena quando ero bambino e tanto basta.
Il resto è storia, apprezzabile o discutibile, dipende dai punti di vista.
Non c’è dubbio che la Williams di Jones-Mansell-Piquet-Prost-Hill-Villeneuve junior abbia scritto pagine importanti di storia, ai box.
E taccio su Senna per i noti motivi.
Stando al presente, non c’è dubbio che il 2015 sia stato un po’ deludente.
Avendo la power unit Mercedes, per quanto sicuramente non all’altezza dell’originale!, da Bottas e da Massa era lecito aspettarsi di più.
Ora si tratta di comprendere se l’exploit 2014 fosse un fuoco di paglia, alimentato dal tragico flop ferrarista, o se ci fosse invece una sostanza.
Di Massa al volante posso parlare solo bene. Ha la sua età e ha i suoi limiti, ma ancora mi commuovo quando lo vedo in pista, è un effetto del mio rincoglionimento.
Bottas magari ce l’ha un po’ con me, ma non era pronto per il salto in Ferrari e magari non sarà pronto mai, io immagino altre caratteristiche per il futuro partner di Vettel.
Di sicuro la prima verifica ‘rossa’, sin dai test di Barcellona, riguarderà la relazione con la Williams.
Se è dietro e non di poco, quasi ci siamo.
Se invece fosse lì lì con Seb e Kimi, allora vorrebbe dire che…