Milano, la cultura va in gol. E il calcio piange
Milano non smette di stupirci, in positivo. A Milano si vive bene e non ci si viene solo per lavorare (come in passato). Il dato fatto registrare dal teatro Piccolo, che ha più abbonati di Inter e Milan, ci riempie di orgoglio e ci fa ben sperare per il futuro. Il calcio, oppio dei poveri, perde finalmente terreno a tutto vantaggio della cultura: il teatro, soprattutto quello di qualità, vince la sfida (fino a qualche tempo fa impossibile) con il pallone. Evviva.
Maria G. Milano
QUESTO GOL, clamoroso e inaspettato, non lo poteva parare nemmeno… Buffon. Perché i dati parlano chiaro: il Piccolo batte Inter e Milan, a Milano piuttosto che una serata a San Siro se ne preferisce una in poltrona. Perché, per la prima volta nella sua storia, il teatro milanese supera il record di 25mila abbonati: meglio di nerazzurri e rossoneri. Impossibile sapere se si tratta semplicemente di un cambiamento nei gusti e nel modo di passare il tempo libero dei milanesi o se all’inversione di tendenza abbiano contribuito le prestazioni altalenanti delle due squadre della città, ma quello che è significativo e importante è che il fenomeno coinvolge proprio tutti, anche e soprattutto i più giovani: il 35% degli abbonati al Piccolo sono ragazzi al di sotto dei 26 anni, con un aumento di quasi il 10% rispetto al passato. Presto, come detto, per trarre giudizi definitivi, tuttavia è probabile che nei gusti della gente il calcio (alle prese con scandali e espressioni politicamente scorrette) abbia perso molto del suo appeal. E la cultura ringrazia.
laura.fasano@ilgiorno.net