Chi non paga non può giocare nè mangiare
C’è la mensa dove vengono serviti primo, secondo e frutta a quelli in regola con i pagamenti e c’è il refettorio separato per chi invece in regola non è. Adesso in un paesino del Vercellese si è deciso di allargare i provvedimenti: oltre che digiuni i bimbi, i cui genitori non sono in regola con il pagamento di Tari e Tarsu, non potranno neppure salire sulle altalene del parco giochi. Insomma, chi non paga non mangia e non gioca. Era ora. Giovanni L., Milano
IN PRINCIPIO era stato il servizio di mensa nelle scuole al centro delle attenzioni, quasi che per educare mamma e papà occorresse mettere a stecchetto i figli. Alcuni sindaci, in questi anni, non hanno infatti disdegnato di intraprendere la strada dell’interruzione del servizio nei confronti di coloro i cui genitori risultano morosi. Ora c’è chi ha deciso di fare di più (o di peggio? O di meglio?) Non paghi le imposte? Allora tuo figlio non può giocare nel parco giochi comunale. Sembra uno scherzo di carnevale piuttosto che una delibera del piccolo comune di San Germano, nel Vercellese. Ma Michela Rosetta, la prima cittadina, rifiuta le critiche: il suo non vuole essere un semplice divieto, ma un atto che ha lo scopo di educare i cittadini al rispetto della cosa pubblica. Proibizione o meno, fatto sta che a rimetterci sembrano essere i più piccoli. E non è giusto far ricadere le responsabilità dei grandi sui bambini. E bloccare un bimbo in cima allo scivolo reclamando una rata delle imposte non pagate. laura.fasano@ilgiorno.net