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F1 2016, cosa (non) aspettarsi da Maldonado

Dedico questo post a un idolo personale.

Andando spesso in onda su Sky, una volta mi sono imbattuto in un uomo d’affari transoceanico.

Costui mi ha detto: ah, ma lo sa che Maldonado ha una casa a Montecarlo, non si perde una puntata dei suoi show e si rammarica che lei sia così spesso critico nei suoi confronti.

Orbene.

E or male.

Io non dimentico che il piedone Venezuelano è stato l’ultimo pilota a vincere una corsa guidando la Williams.

Grosso modo, in un arco di tempo lungo dieci anni.

Ci sono elementi statistici che restano.

Adoro Maldonado.

E’ il classico tizio che non vorresti mai si presentasse alla tua porta per portare a spasso in auto la tua figlioletta.

Nel senso che lo guardi e dici: ah, ma questo si schianta.

Maldonado si è schiantato spesso.

Narra la leggenda che addirittura si cappottò, forse per l’emozione, quando l’allora capo di stato di Caracas, il famoso Chavez, allestì a suon di petrodollari una sorta di circuito per le vie della capitale venezuelana.

Chavez è stato il motore della avventura di Maldonado in Formula Uno.

Non stupiamoci e non facciamo i finti tonti. Qualcuno si ricorda di Diniz, che correva i Gp perchè suo padre rappresentava in Brasile una grande azienda dell’alimentare, che qui nomino per non turbare l’italica quiete?

Può non piacere (e a me non piace, a scanso di equivoci) ma in F1, alla latina, pecunia non olet. Hai il denaro? Magari ti costruisci una carriera. Non ce l’hai? Peccato, magari eri pure bravo, amen.

Funziona per chi il talento ce l’ha davvero (Senna, per dire) e per chi non ce l’ha.

Maldonado, che ora pare aver perso il posto in Renault causa tracollo dei prezzi dell’oro nero, non era peggio di tanti altri. E in Spagna, in una domenica nemmeno troppo lontana, ha pure vinto.

Mi dicono che gli spiccioli dei pozzi petroliferi venezuelani nemmeno siano sufficienti a garantirgli un sedile in casa Manor.

Mi dispiace.

Non era un’aquila reale. Ma neanche era un tordo.

Riuscisse a tornare a far casino sulla griglia di partenza, io sarei contento.