Stupri e guerra, dalla Corte dell’Aja verdetto storico
PER LA PRIMA VOLTA la Corte dell’Aja ha emesso una sentenza di condanna per stupro in quanto crimine di guerra. Ad essere stato condannato è l’ex vicepresidente del Congo, Jean-Pierre Bemba. È la prima volta che la Cpi condanna un imputato per il ruolo avuto come comandante militare. Ed è anche la prima volta che la Corte focalizza una sentenza sugli stupri usati come arma di guerra in un conflitto.
A. M. Milano
DELLE DONNE che hanno subito violenza sessuale durante le guerre non si parla, si sussurra. Spesso le vittime sono circondate da un’aura di qualcosa che sa di sporco, intoccabile, che è meglio non conoscere. Per lungo tempo la violenza sessuale sulle donne è stata vista e anche tollerata come uno degli inevitabili mali della guerra, come rubare o distruggere. In poche parole: effetti collaterali. Ora il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha riconosciuto la violenza sessuale come tattica di guerra e ha sancito che lo stupro e altre forme di violenza possono rappresentare autentici crimini. Ancor di più, la decisione della Corte dell’Aja potrà rappresentare una spinta importante affinché tutti gli Stati agiscano più concretamente. Perché è proprio sull’empowerment femminile e sulla salvaguardia dell’integrità delle donne che bisogna saper investire. Per raggiungere la sicurezza di tutti.
laura.fasano@ilgiorno.net