Caro papa, solamente a te lo posso dire…
Fra tre giorni il papa riceverà in Vaticano Elizabeth (Lizzy per gli amici) Myers, una bambina di soli 5 anni che a causa di una malattia degenerativa perderà quanto prima la vista e ha espresso come ultimo desiderio, prima di piombare nella cecità, di vedere il pontefice. Sembra una favola, ma in questi giorni di dolore e morte abbiamo bisogno di storie tenere come questa. Maria Sartini, Milano
PER LIZZY – ne siamo certi – papa Francesco non si farà “condizionare” dal protocollo, ma nell’udienza di mercoledì le andrà incontro spontaneamente per salutarla e benedirla insieme alla sua famiglia. Senza escludere un possibile invito nella residenza di Santa Marta. D’altronde da tre anni a questa parte sappiamo che, compatibilmente con gli altri impegni, il pontefice non disdegna di incontrare chiunque ne faccia richiesta, sia esso un ergastolano o un malato terminale. A maggior ragione pensiamo sia stato per lui facilissimo assecondare il desiderio di una bambina. Ogni giorno nell’Ufficio di corrispondenza del Papa arrivano migliaia di lettere, disegni e messaggi dei bimbi. Viene archiviato tutto, persino i biglietti lanciati al passaggio della Papamobile. I più piccoli sono i suoi interlocutori preferiti perché gli si rivolgono con confidenza, spesso in maniera buffa e fantasiosa, aprendogli il cuore sulle loro paure e le loro speranze: la scuola e i nonni, la pace e la guerra, Totti e Messi, la tv e la fede. Perché «a te, papa, lo posso dire…»… laura.fasano@ilgiorno.net