Sprechi alimentari, la battaglia per una nuova legge
È INIZIATO il countdown per gli sprechi alimentari. È di qualche giorno fa infatti l’approvazione del testo di legge alla Camera che, se approvato in Senato, metterà fine allo sperpero di cibo. Un fenomeno che solo in Italia vale più di 12 miliardi di euro all’anno. Dopo la Francia, anche l’Italia avrà la legge contro gli sprechi che punterà sugli incentivi, garantendo alle attività commerciali uno sconto sulla tassa dei rifiuti proporzionale alla quantità di cibo donato. Marco Fulci, Milano
SOLO NEI PAESI dell’Unione europea si buttano circa 90 tonnellate di cibo ogni anno: in media 180 chilogrammi a persona. E il 55 per cento degli alimenti gettati è consumabile. Eppure la normativa appena approvata rischia di diventare uno spreco di energie. Perché è solamente un quadro di buone intenzioni. I fondi stanziati sono appena 5 milioni, di cui 3 per il 2016 e il resto spalmato su 2017 e 2018. E come se non bastasse, quei soldi possono finire in un calderone di vaghezza con il pericolo di creare clientele. Nessuno, infatti, può ragionevolmente escludere che un’attività che dovrebbe essere tipicamente solidaristica possa trovare una finalizzazione verso il consenso politico. Ancora, il testo incardina una serie di successivi interventi da parte delle amministrazioni locali. Infatti, proprio il teorico sgravio della tassa sui rifiuti è affidato agli Enti locali. La proposta di legge, che ora passa all’esame del Senato, non sembra dunque incidere su un problema gigantesco. Ci vorrebbe ben altro. laura.fasano@ilgiorno.net